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Rca choc: a Massa è la più cara del nord

Rca choc: a Massa è la più cara del nord

Nel comune troppi colpi di frusta fasulli e riparazioni esorbitanti fanno lievitare la polizza ai livelli della Campania

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MASSA. Il numero di incidenti è stabile e, addirittura, in diminuzione – secondo i primi dati del 2012 – eppure nel comune di Massa l’Rc auto continua a salire. È addirittura il più alto tra le regioni del centro-nord, con premi pari a quelli della Campania, pecora nera del settore. Tanto che, solo nell’ultimo anno e mezzo, almeno quattro grosse compagnie (Zurigo Assicurazioni, Italiana Assicurazioni, Sasa e La Milanese) hanno chiuso le loro filiali massesi: stare qua non era più conveniente. Cosa succede?

Semplice: il costo medio del sinistro, cioè quello che le compagnie sborsano per coprire le spese e risarcire chi ne ha diritto, a Massa è vertiginosamente più alto che nelle zone immediatamente vicine: 4.500 euro contro, per avere un’idea, 2.250 di Lucca e 2.100 euro di Parma. Nella stessa provincia, sono più basse anche Carrara (3.800) e la Lunigiana (2.300). Quindi, anche se la frequenza degli incidenti non è più alta che altrove (7,5 per centro contro il 6 per cento di Parma), il prezzo dell’Rca è influenzato dal costo medio del sinistro e perciò non scende. Anzi, continua a salire.

«Il meccanismo è presto detto», spiega l’avvocato Massimo Lello, da 30 anni agente della Unipol Assicurazioni di Massa, che con 10mila persone assicurate per Rca è la compagnia più grossa del territorio in questo settore. «Le compagnie assicuratrici applicano una tariffa ad ogni territorio a seconda del loro fabbisogno tariffario – prosegue – cioè quanto intendono ricavare da quel territorio. Questo quid finanziario è calcolato in base al numero dei sinistri diviso il costo medio del sinistro. E a Massa è più alto per due fattori: riparare le auto costa di più e risarcire le persone costa anch’esso di più, in particolare per quel che riguarda il colpo della frusta».

Tradotto, o i massesi, con le dovute eccezioni, hanno il collo più delicato che nel resto d’Italia, o qualcuno – tanti – ci marcia un po’ sopra pur di spillare all’assicurazione migliaia di euro. E finisce per accusare colpi di frusta severi anche se chi lo ha tamponato gli ha appena sfiorato il parafango. Quelli, insomma, che un tempo si chiamavano “furbetti” ma che più correttamente vanno definiti “disonesti”.

Il meccanismo, finora, ha retto «perché – spiega Lello – fino a due anni fa le compagnie usavano il sistema della mutualità, ovvero spalmavano il costo medio su tutta Italia andando a ricaricare i maggiori costi anche sulle province virtuose. Da due anni, però, la tendenza è cambiata, ovvero non si spalma più su tutta Italia». I panni sporchi si lavano in casa e in futuro la mutualità sarà vietata per legge. Così prevede la direttiva europea Solvency II che doveva entrare in vigore il 1° gennaio 2013 ma è stata rimandata probabilmente al 2015.

A Massa, ad oggi, il costo degli incidenti – compresi quelli truccati – è ripartito tra tutti i cittadini: anche chi non fa incidenti paga di più – in media 600 euro all’anno – alla faccia del principio del bonus malus. «Il bonus malus è stato disatteso – spiega Lello – e di fatto non esiste più. Introdotto con la legge 9 del 1990 ha esaurito la sua funzione».

Dunque, via libera agli aumenti che piovono due volte all’anno, di solito ad aprile e novembre, con rincari del 3,5 per cento ogni volta. Poi ci si è messo il massimale, portato a 6 milioni di euro dalla Ue, che ha rincarato la tariffa. Infine le tasse, che si mangiano il 26,5 per cento del totale. «A Massa – spiega Lello – a luglio 2011 la Provincia ha aumentato le imposte portandole dal 12,5 al 16 per cento, un balzo del 3,5 per cento. Poi c’è un 10,5 per cento che finisce nel fondo gestione vittime della strada».

Insomma, per un verso o per un altro, alla fine il conto è da strapparsi i capelli. Una specie di «tassa occulta», la definisce Lello. Ma non ci si lasci ingannare: la responsabilità è soprattutto degli automobilisti disonesti. Un monito per tutti a cambiare strada, questa volta nelle proprie abitudini.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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