Sicurezza
«Malata, senza soldi e ora sfrattata: per favore aiutatemi»
La drammatica vicenda di Marina Bruschi, di via Baluardo «A dicembre devo operarmi, non so dove sbattere la testa»
CARRARA. «Ho sempre pagato l'affitto finchè ho potuto, sono malata da più di 10 anni e adesso sono in mezzo a una strada». E' sempre più disperata Marina Bruschi, cinquantenne carrarese residente fino a ieri mattina in via del Baluardo, quando intorno alle 12 è arrivata la tanto temuta esecuzione di sfratto ad opera dell'ufficiale giudiziario.
Dopo gli ultimi mesi vissuti da incubo il timore di finire fuori casa si è materializzato. L'insufficienza venosa invalidante ad una gamba le impedisce di camminare e anche di lavorare e i 280 euro di pensione di invalidità non bastano per andare avanti. Il sussidio ricevuto dai servizi sociali è stato sufficiente a coprire l'affitto solo per un breve periodo, ma da maggio in poi – racconta la signora - «non ce l'ho più fatta. 430 euro al mese sono tanti senza uno stipendio».
E aggiunge: «Ho bisogno di cure, medicine e di garze, ho subito 33 interventi e il prossimo dicembre dovrò operarmi di nuovo a Rapallo- dice ancora Marina Bruschi- e adesso non so dove sbattere la testa. Per la malattia avrei bisogno di stare ferma, al caldo e a riposo, ma non è possibile. Ho un compagno, ha sessant'anni ma è disoccupato e non riesce a trovare un lavoro data l'età».
Nella giornata di ieri subito dopo lo sfratto è arrivato un contributo di 300 euro da parte del Comune di Carrara. «Una cifra minima -spiega la signora- che ci aiuterà solo per una notte, giusto per pagare il pernottamenento in una pensione, poi cosa farò!». La serratura della porta nella casa di via Baluardo è già stata cambiata ed oggi l'appartamento dovrà essere liberato anche da tutti gli effetti personali. «Spero che il mio gatto riescano a tenerlo per qualche tempo i vicini, racconta la Bruschi - sono in graduatoria per la casa popolare e nella mia vita finchè ho potuto ho sempre lavorato. Facevo la parrucchiera e anche in casa prima che la malattia diventasse invalidante mi sono sempre data da fare, ora però ho bisogno di aiuto e di un posto dove stare, rischio di perdere anche quel poco che mi è rimasto perchè non so dove mettere le mie cose. Ho bisogno di aiuto», conclude.
Maria Corsini
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