Sicurezza
«Grazie a noi la Casa rossa ora vive»
Parlano i giovani occupanti: «Tante iniziative e abbiamo la solidarietà e il sostegno dei cittadini»
MONTIGNOSO. «E' vero siamo occupanti, ma la 'casina rossa' ora rivive e da qui non ci muoviamo». Parla Gianmarco Borsalino, uno dei rappresentanti del folto gruppo di giovani, migranti, lavoratori, disoccupati e studenti universitari che da qualche mese ormai occupano la ex casa cantoniera sulla statale Aurelia, nel comune di Montignoso. Attorno a loro si muove, indisturbato, un mondo in evoluzione, nonostante siano abusivi: stanno allestendo la 'palestra popolare', per soci iscritti, un laboratorio multimediale per la creazione di un sito web e sale computer, il parco giochi pubblico e l'orto sociale. E poi una vera 'sala prove' per gruppi musicali emergenti e annesso uno studio di registrazione all'interno delle grandi cantine della casa cantoniera, due piani e otto stanze in totale. Tutte attività in via di realizzazione. Ogni giorno, invece, si consumano già le attività nell'aula studio, con 3 Pc e wi-fi gratuito su tutta la struttura, che i ragazzi si stanno autofinanziando; i pranzi sociali la domenica al motto 'mangia quanto vuoi e paga quanto puoi' e poi concerti, mostre e spettacoli teatrali.
«I cittadini di Montignoso ci passano a trovare- racconta Borsalino- ci fanno i complimenti per come abbiamo allestito la struttura e ci dicono di non mollare. Insomma stiamo ricevendo tanta solidarietà dalla cittadinanza, anche di Massa». Intanto però il sindaco Narciso Buffoni ha approvato la delibera di giunta con cui chiederà all'Anas di poter affittare lo stabile. Negli intenti dell'amministrazione c'è poi quello di 'far uscire' gli occupanti, ristrutturare l'immobile e metterlo in sicurezza e istituire un centro sociale. L'incontro con Anas è previsto a fine settimana e se dovesse andare in porto il comune si appresterebbe ad indire il bando di gara per affidare la gestione della ex casa cantoniera ad una associazione del territorio, per farne un centro sociale e culturale giovanile. Abbiamo chiesto agli occupanti se intendano costituirsi in associazione e partecipare al bando, per 'legalizzare' la loro posizione, ma di questo non vogliono parlare: «Se lo scopo è farci uscire da lì- conclude Borsalino- noi non rinunciamo al nostro spazio politico. Però sarà l'assemblea a decidere il da farsi» .
( Man. Dan.)
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