La manifestazione
Rossetti e Marini: «Pronti a class action contro Anas»
I consiglieri regionali all’attacco per il ponte di Serricciolo: serve una soluzione urgente, ci sono attività a rischio
SERRICCIOLO. Ora basta. I consiglieri regionali Loris Rossetti (Pd) e Paolo Marini (Federazione della Sinistra), entrambi lunigianesi e del territorio di Fivizzano, chiedono con forza che l’Anas si assuma in fretta le proprie responsabilità rispetto al ponte di Serricciolo. E’ un vero e proprio ultimatum, quello dei due consiglieri regionali, del quale - assicurano - hanno informato anche il presidente della Regione Enrico Rossi (che stamani sarà a Massa per fare il punto sugli interventi post-alluvione). «O entro la prossima settimana Anas ci comunica con esattezza tempi e modi della ricostruzione e mette in pratica una viabilità alternativa, di cui lei deve farsi carico, oppure faremo partire una class action. Il territorio è in ginocchio, ora basta».
Rossetti e Marini osservano: «Per il ponte di Serricciolo si assiste a una cosa stranissima, l'Anas sta tergiversando rispetto all'ipotesi di soluzione alternativa, che garantisca comunque la possibilità di passaggio ai mezzi anche pesanti. Prima parla di un guado, che però costa, e chiede soldi alla Regione; poi parla di un Bailey, ma vi sono dubbi. E intanto il tempo passa. Il ponte crollato è dell'Anas e quindi deve garantire lei le soluzioni: e in tempi brevi deve attivare una viabilità alternativa, ci sono industrie e negozi che rischiano di morire». E aggiungono: «Ad esempio, per l’eventualità del ponte mobile: non è giusto che il progetto passi al Comune per la conferenza dei servizi, non può essere una scaricabarile». Pertanto, ribadiscono, «O l'Anas mette in chiaro cosa vuol fare e garantisce il passaggio a tutti i mezzi,oppure io e Marini partiremo con una class action nei confronti dell'Anas. Abbiamo già informato il presidente Rossi e l'assessore ai trasporti Ceccobao, non possiamo pagare noi della Regione per Anas e Ferrovie. La gente è stanca, ed è stanca perché Anas non ha ancora dato una soluzione se non parziale e mezze risposte».
In particolare, ci sono le cartiere sono a rischio cassa integrazione, negozi che senza il ponte perdono moltissima clientela. «La strada è dell’Anas, e l’Anas deve preoccuparsi di trovare una soluzione».
(m.b.)
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