Sicurezza
Saldo fatture in affanno Ritardi per 6 imprese su 10
Solo il 42,9 per cento delle ditte apuane paga i propri fornitori secondo contratto La metà ritarda di 30 giorni. Una performance peggiore della media regionale
MASSA. Meno della metà delle imprese apuane salda in tempo le fatture ai propri fornitori. Il dato choc emerge da uno studio di Cribis d&b, società del gruppo Crif specializzata nella business information, e si riferisce ai mesi di luglio agosto e settembre 2012.
Nel terzo trimestre dell’anno solo il 42,9 per cento delle imprese di Massa e Carrara ha saldato entro i termini contrattuali le fatture ai propri fornitori, contro il 45,6 per cento di un anno prima. Una performance che vale il penultimo posto in Toscana nella classifica delle province più puntuali.
Nel dettaglio, a fronte del 42,9 per cento di imprese puntuali, la situazione al 30 settembre 2012 in provincia evidenziava un 50,9 per cento di imprese in ritardo moderato che hanno saldato le fatture fino a 30 giorni oltre i termini concordati. Il 4,1 per cento ha invece pagato i propri partner commerciali con un ritardo compreso tra i 30 e i 60 giorni oltre la scadenza, l’1,3 per cento tra 60 e 90 giorni. Il ritardo grave, infine, riguarda una fascia molto contenuta di imprese, precisamente lo 0,4 per cento del totale che hanno onorato gli impegni oltre 90 giorni medi e lo 0,4 per cento oltre i 120 giorni.
La performance di Massa e Carrara risulta peggiore sia della media regionale, che si ferma al 47,6 per cento di imprese puntuali, sia di quella nazionale, che si attesta su percentuali analoghe di buoni pagatori (47,3 per cento). In Toscana, nella classifica delle province più puntuali si aggiudicano i primi tre posti Arezzo (54,9 per cento), Pistoia (50 per cento) e Siena (48,7 per cento). Peggio di Massa-Carrara fa solo Grosseto, con il 42,7 per cento di aziende “puntuali”.
Il comportamento delle aziende toscane è, in generale,migliore della media del centro Italia (44,6 per cento) e della non troppo lusinghiera media nazionale (47,3 per cento): a settembre 2012 infatti solo il 47,6 per cento (contro il 46,7 per cento del 2011) risultava puntuale.
«Il fatto che la percentuale di imprese che ritarda i pagamenti sia rimasta quasi invariata negli ultimi mesi non deve trarre in inganno – spiega Marco Preti, amministratore delegato di Cribis d&b –. Sono infatti molte le imprese che hanno incorporato i ritardi nei termini contrattuali, concedendo dilazioni nei pagamenti ai propri clienti e, soprattutto, sono molte le imprese che hanno riscontrato insoluti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google