Sicurezza
Micheloni: sul Nuovo Pignone ancora troppi dubbi
CARRARA. «Promesse occupazionali non mantenute e autorizzazioni ambientali ancora non pervenute: la Regione si attivi immediatamente per far rispettare gli accordi presi in merito al megaimpianto del...
CARRARA. «Promesse occupazionali non mantenute e autorizzazioni ambientali ancora non pervenute: la Regione si attivi immediatamente per far rispettare gli accordi presi in merito al megaimpianto del Nuovo Pignone a Carrara»: con queste parole la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) e il consigliere provinciale di Massa-Carrara Cesare Micheloni, entrambi esponenti di Movimento Identità Toscana, intervengono sulla questione dello stabilimento di produzione delle turbine General Electric. Nel mirino le ultime dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino di Carrara in merito a controlli e verifiche ambientali (fino al rilascio di pareri da parte della Provincia di Massa Carrara) relative all’insediamento del Nuovo Pignone. «Nessuna di queste azioni è stata eseguita dall’Amministrazione provinciale – afferma Micheloni – come mi è stato riferito dall’assessore all’Ambiente in sede di Consiglio e di Commissione». Inoltre, «quando Zubbani dichiara che la Provincia avrebbe dichiarato la “non assoggettabilità a Via” per le emissioni relative a cinque moduli – aggiunge il consigliere provinciale – dimostra di ignorare la materia: la Via, infatti, è un procedimento che ricade sull’intero impianto produttivo e non su uno specifico passaggio». Sotto accusa anche il mancato rispetto degli impegni presi con le Istituzioni riguardo ai livelli occupazionali. «A fronte di un impianto di tale impatto – sottolinea Staccioli – il protocollo d’intesa tra le parti prevedeva ben altra ricaduta occupazionale. Finora, invece, le amministrazioni sono riuscite solo a strappare la promessa di un centinaio di posti di lavoro, senza nessuna garanzia di continuità». «Adesso – si associa Aldo Parisi dell’Associazione Codici (Comitato per i diritti civili) – si mettano in campo iniziative concrete per garantire un ritorno occupazionale adeguato ai tanti disagi che derivano alla collettività. Su questo auspico un responsabile atteggiamento bipartisan». «Sulla regolarità dell’iter amministrativo seguito per autorizzare l’impianto – conclude Staccioli – sto ancora aspettando la risposta della Giunta regionale: l’interrogazione giace da maggio in qualche cassetto». Nella sua risposta al consigliere Cesare Micheloni, l’assessore provinciale Livio Grillotti, sul caso Nuovo Pignone di Avenza, aveva risposto che «per quanto ci risulta è stato collaudate il modulo nel suo insieme. La turbina installata nel modulo dovrebbe essere stata collaudata presso l’impianto di produzione, pertanto il collaudo dovrebbe aver riguardato la funzionalità complessiva del modulo. Il condizionale è d’obbligo perché non abbiamo avuto alcuna comunicazione riguardo le operazioni di collaudo». E ancora: «Non è stata presentata alcuna istanza per l’attivazione di procedimenti di V.i.a.».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
