Il dolore
In vendita il Doc Candia sopravvissuto
Bottiglie scampate all’alluvione a 8 euro l’una a Mondo Pesca. Il ricavato servirà a ripristinare i vigneti danneggiati
MASSA. Le botti del suo pregiatissimo doc galleggiavano sbattendo sul soffitto. La signora Bruna Mosti le ha viste sbirciando dentro la finestrella dal giardino: la cantina, con un metro e 80 d’acqua, era impraticabile. In un paio di giorni, grazie anche agli “angeli del fango”, i locali sono stati ripuliti dall’acqua e dalla melma e hanno fatto affiorare silos, botti, bottiglie.
Come i Mosti, quasi tutti i viticoltori del Candia hanno subito danni più o meno gravi. Nel caso di vino lasciato a invecchiare in botte, è tutto da buttare. Ma in molti casi l’alluvione ha solo rovinato un po’ le etichette, che si sono sbiadite e perciò non sono più adatte per esser vendute. Il contenuto, invece, è rimasto integro.
Un vino “sopravvissuto” che la Coldiretti elegge a simbolo di quella che ha ribattezzato “viticoltura eroica” e che da ieri, e fino a domani, è in vendita a Mondo Pesca, a Carrara Fiere, al prezzo di 8 euro la bottiglia. L’iniziativa è stata chiamata “Sostienilaviticolturaeroica” e serve a contribuire al ripristino dei vigneti del Candia Doc franati in seguito all’alluvione.Promossa da Coldiretti e dal Consorzio di Tutela del Candia dei Colli Apuani Doc, vuole rimettere in moto la principale e più conosciuta produzione enologica della provincia.
Sono migliaia, infatti, le bottiglie di vino Candia (bianco, rosso, vermentino) che i viticoltori sono riusciti a strappare al fango e all’acqua e sono tutte in buono stato. Solo l’etichetta non è più in condizioni impeccabili per affrontare il mercato ma il contenuto non è stato minimamente modificato o interessato dagli effetti dell’alluvione.
«Dal recupero economico derivante la vendita delle bottiglie “sopravvissute” – spiega la Coldiretti – le aziende potranno iniziare, in tempi rapidi, i lavori di ripristino dei vigneti che hanno subito frane e smottamenti e coprire, in parte, i costi aziendali necessari per sistemare magazzini e strutture».
E il bisogno c’è, eccome. La Coldiretti ha stimato 18 milioni di euro di danni all’agricoltura in provincia di Massa-Carrara a seguito dell’alluvione. La zona collinare del Candia ha riportato danni strutturali per frane e smottamenti e serviranno 10 milioni di euro per rimmettere le cose in sesto. Danni anche sulla costa alle colture orticole e florovivaistiche per 2-3 milioni di euro e alle strutture, come serre, sistemazioni e viabilità poderale, per 5 milioni di euro.
Quello della vendita delle bottiglie è dunque un piccolo contributo ma dal grande significato simbolico. L’intero ricavato , infatti, sarà devoluto alle aziende vitivinicole danneggiate per contribuire al ripristino delle vigne che rappresentano la prima difesa nei confronti degli eventi alluvionali. La presenza della viticoltura, che occupa 300 ettari Doc tra Massa, Carrara e la Lunigiana, ha evitato, per Coldiretti, sorti ben peggiori per le zone colpite.
«Sostenere la viticoltura significa sostenere una forma di agricoltura che da secoli vive e convive con il territorio apuano», spiega Vincenzo Tongiani, presidente provinciale Coldiretti lanciando la prima di una serie di iniziative. «La presenza delle vigne, la mano dei viticoltori – prosegue – ha evitato sorti ben peggiori per le popolazioni a valle. Non si tratta solo di comprare bottiglie di vino delle nostre colline ma di sostenere un’attività di fondamentale importanza per l’economia apuana in ginocchio».
Sempre a Mondo Pesca sarà battuto in modo simbolico all’asta un numero limitato di bottiglie di Candia Doc. Nei prossimi giorni si potrà acquistare il Candia sopravvissuto nella rete dei mercati toscani di Campagna Amica e nelle sedi provinciali di Coldiretti.
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