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Beni estimati, è scontro Bienaimè-Tonelli

CARRARA. Oggi in consiglio comunale approda un’altra puntata del contenzioso fra Comune e imprese, per la vecchia tassa marmi, abolita, e i debiti fuori bilancio. Ci sono due delibere per la...

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CARRARA. Oggi in consiglio comunale approda un’altra puntata del contenzioso fra Comune e imprese, per la vecchia tassa marmi, abolita, e i debiti fuori bilancio. Ci sono due delibere per la restituzione di circa 350mila euro relativamente a due ricorsi: uno presentato da due ditte (Carbonara marmi srl, e ditta Tognocchi Carlo), e uno da un’altra (Autotrasporti Pedrini e Mortali srl). I soggetti di imposta al tempo della tassa marmi erano gli esportatori di marmo (la tassa gravava sui marmi che uscivano dai confini carraresi), mentre con il nuovo regolamento oggi i soggetti d’imposta sono le imprese delle cave.

L’argomento è stato discusso in commissione marmo, alla presenza dell’assessore Andrea Vannucci e del dirigente Marco Tonelli, che ha avuto un’accesa discussione con la consigliera Claudia Benaime, a proposito dei beni estimati. La Bienaimé (Idv) adombrando collusioni del Comune, ha fatto inalberare Tonelli, ma ha precisato che si riferiva non a lui ma genericamente «alle amministrazioni». E il consigliere De Pasquale (M5S), stemperando, ha invitato la commissione a inquadrare il tutto sotto l’aspetto politico. Sull’uscita della Beinaimé l’assessore Vannucci ha mentenuto una calma glaciale.

Tornando ai casi dei rimborsi alle imprese, che oggi saranno all’attenzione del consiglio comunale, Tonelli ha spiegato che c’è un accordo per pagare in due annualità, perché ci sono 500mila euro a bilancio ma non bastano a fronteggiare i ricorsi passati, man mano che arrivano a sentenza e quindi alla liquidazione dellecifre da parte del Comune. I ricorsi pendenti inizialmente erano 59 per un totale di 3,8 milioni, interessi esclusi. Secondo Vannucci gli accordi con gli industriali, che hanno portato a una buona parte di rinunce a fare ricorso, hanno evitato al Comune di dovere pagare cifre astronomiche, ma l’assessore critica l’atteggiamento dei ricorrenti: «A me non sembra giusto ridare indietro la tassa marmi». Ma c’è la sentenza della Corte di giustizia europea del 2004. La tassa era un dazio per cui illegittima.

Per quanto riguarda gli arbitrati tra Comune e imprese, rispetto ai nuovi canoni di concessione, ce ne sono una decina e gli ultimi saranno discussi dal collegio lunedì prossimo.(c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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