Il Tirreno

Sale operatorie al rallentatore per far quadrare i bilanci

Sale operatorie al rallentatore per far quadrare i bilanci

Verso la sospensione, fino al 2013, degli interventi chirurgici programmati L’Asl: solo rinvii “fisiologici” per le feste natalizie

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MASSA. La spending rewiew entra in sala operatoria e mette in ferie medici, tecnici e infermieri. Come? Con un allungamento del periodo di sospensione degli interventi chirurgici programmati che, di solito, le aziende sanitarie attuano in occasione delle feste natalizie. Il provvedimento è già partito in altre Asl della Toscana: a Viareggio la direzione aziendale ha fermato l’attività chirurgica ortopedica programmata fino a fine anno. L’Asl di Livorno ha deciso di ampliare dal 3 dicembre al 14 gennaio del 2013 (gli anni scorsi era fra Natale ed Epifania) il periodo di blocco degli interventi. La direzione della sanità apuana non ha preso ancora alcuna decisione in merito, ma le voci raccolte in corsia e fonti sindacali dicono che il provvedimento è imminente e che si tratta solo di stabilire le date. «Sarà una fisiologica interruzione delle attività chirurgiche non urgenti come quella che si attua durante le feste di Natale-fine anno, una cosa di routine», replicano tuttavia dall’Asl. Senza però indicare da quando a quando sarà in vigore questa interruzione.

La misura è dettata da una duplice esigenza. Da una parte lo stop consente al personale di godere delle ferie, spesso arretrate (che costano all’azienda), di cui non hanno potuto usufruire nel resto dell’anno. Dall’altra parte l’allungamento del periodo di “fermo bisturi” con il rinvio al 2013 di molte operazioni permette all’azienda sanitaria di risparmiare parecchie risorse e di trasferire nel bilancio del prossimo anno i costi di quegli interventi, riducendo così le voci passive del bilancio 2012.

Ad essere rinviati a nuovo anno, è chiaro, sarebbero soltanto quegli interventi – protesi dell’anca, correzione chirurgica di difetti visivi, asportazione di ernie tanto per fare alcuni esempi – che non hanno carattere di urgenza, che da un punto di vista clinico possono ben essere effettuati un mese più tardi rispetto a quanto previsto.

Gli interventi legati all’emergenza (le urgenze che arrivano dal pronto soccorso), quelli di tipo oncologico e tutti gli altri casi ad alta priorità, invece, non conosceranno rinvii.

Il ventilato blocco “lungo” delle sale operatorie che l’Asl non conferma, viene invece dato per certo dal sindacato, che lancia l’allarme: «È un segnale della crisi, che ha riflessi negativi sul lavoro nella sanità, pensiamo ai terapisti della Don Gnocchi che sono in surplus, la verità è che l’Asl cerca in ogni modo di ridurre i costi attraverso la riduzione dei servizi, ma il “rosso” viaggia ancora sui 15 milioni di euro», dice Sirio Fornesi della Uil Sanità.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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