Il dolore
«Questo è per me il caso più duro»
Il sostituto procuratore: presto interrogherò il giovane che ha investito Mattia
CARRARA. «Da quando faccio questo mestiere questo è il mio caso più duro».
Lo dice tutto d’un fiato il sostituto procuratore Alessandra Conforti. È lei la titolare delle indagini aperte dopo la morte, alla Covetta, di Mattia Bernardini, travolto sulle strisce pedonali mentre stava attraversando con il nonno.
Per un momento, dietro alla donna di legge, si scopre la madre. Euna donna che ha sentito, come tante altre, tutta la tragedia della morte di un bambino di cinque anni.
«È una situazione dolorosa, lo ripeto - spiega - il caso più drammatico che ho dovuto trattare fino ad oggi».
Una vita spezzata e un incidente su cui, stando a quanto dichiara il sostituto procuratore, non c’è più molto da approfondire.
La dottoressa Conforti non entra nel merito. Ma fa solo una dichiarazione: «Non ci sono aspetti controversi, la dinamica è già abbastanza chiara».
E, intanto, il 18enne alla guida della Skoda che ha travolto e ucciso il piccolo Mattia e ferito il nonno del bambino, Giovanni Rubino, non è stato ancora interrogato.
«Non ho ancora deciso quando sentirlo - afferma la dottoressa Conforti - E comunque, in questo caso, sarò io a sentirlo». Il nonno di Mattia, invece, è già stato ascoltato nei giorni scorsi dagli agenti della Polizia municipale che hanno effettuato i rilievi sul luogo dell’incidente.
Per quel che riguarda, infine, la posizione del padre del 18enne, che al momento dell’incidente gli faceva da istruttore (il ragazzo era infatti munito solo di foglio rosa).
L’uomo potrebbe essere indagato, in concorso, con il figlio, per omicidio colposo.
Su questo aspetto però la pm non si sbilancia: «E un aspetto troppo delicato» si limita a dichiarare.
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