Finanza
«Il Comune riveda il piano strutturale»
“Amare Marina” contesta le previsioni edificatorie in area Ceci e l’ampliamento del porto
CARRARA. «È per il grande senso di responsabilità che sentiamo nei confronti di questo territorio»: questa la motivazione che spinge l’associazione “Amare Marina” presieduta da Dariella Piolanti, ad apellarsi al Ministro Dell’Ambiente Corrado Clini, al Presidente della Regione Enrico Rossi, ad alcuni membri della sua giunta, l’assessore all’Urbanistica Anna Marson, l’assessore All’Ambiente e Anna Rita Bramerini, e inoltre al sindaco Angelo Zubbani, al presidente della Provincia Osvaldo Angeli.
Un appello «affinché si faccia una riflessione attenta sui problemi idrogeologici che ancora una volta sono emersi il 10 e 11 novembre in occasione della “bomba d’acqua». Il territorio carrarese è stato interessato, nel suo complesso, da frane, allagamenti, esondazioni di torrenti, esplosioni di fognature, interi quartieri sommersi dall’acqua ed isolati. Tutto ciò non può essere imputato esclusivamente ad una pioggia, anche se eccezionale, durata relativamente poche ore. È evidente che negli anni passati la mano dell’uomo ha compromesso la stabilità e l’equilibrio idrogeologico di questa terra».
«Così come anche lo stesso sindaco Angelo Zubbani ha riconosciuto nelle sue dichiarazioni rilasciate martedì 13 novembre. L’appello che lanciamo, quindi, dopo questi tristi eventi è quello di rivedere il Piano Strutturale del Comune di Carrara che prevede la edificabilità di parte della zona verde di Villa Ceci e la previsione dell’ampliamento del porto commerciale e la realizzazione del porto turistico, alla foce del torrente Carrione, in una zona ad alto rischio idrogeologico. Nella stessa zona che dovrebbe essere interessata dalla costruzione del porto turistico, è esondato il torrente Lavello, causando danni. Non è nostra intenzione fare della sterile polemica, ci anima solo la ricerca della sicurezza per un territorio che, da almeno un decennio, deve affrontare emergenze di anno in anno, di sempre maggiore portata. Non si può continuare ad insistere su progetti di sviluppo che hanno come miraggio una ricerca di progresso senza limiti, la natura ci obbliga ad impegnare tutte le nostre forze onde evitare “tragedie annunciate”».
«Se come afferma la Presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana, Maria Teresa Fagioli, “ci vuole il coraggio di riconoscere che molte delle scelte urbanistiche del dopoguerra non sono più sostenibili”, altrettanto coraggio ci vuole, oggi, nel continuare a prevedere opere che cementificano la costa carrarese già molto compromessa. Questa è la realtà dei fatti, o s'inverte la tendenza a soffocare il territorio o sarà impossibile in futuro porre rimedi agli errori di ieri e di oggi».
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