La manifestazione
Hospice, quando la cura è a cinque stelle
Decollato, dopo anni di stand by, il centro alla Don Gnocchi, da giugno a oggi 42 pazienti
MASSA. Assistere un malato terminale in un hospice permette di ottenere la migliore qualità di vita non solo per il paziente ma anche per la sua famiglia, visti gli aspetti non solo sanitari ma anche sociali che comporta l’assistenza in questi casi.
Ed è questo il compito che sta svolgendo l’hospice di Marina, nato dalla convenzione tra Asl e Fondazione Don Gnocchi. La struttura residenziale S. Maria alla Pineta a Marina di Massa, aperta dal 18 giugno scorso ha completato, dopo anni di “stand-by”, la rete assistenziale dedicata al percorso delle "Cure palliative e della terapia del dolore".
La fase terminale viene spesso collegata al fine vita del malato oncologico, anche se, in realtà, sono molteplici le malattie con un decorso degenerativo, basti pensare ai malati di Aids ai pazienti affetti da malattie polmonari croniche.
Non sempre è possibile proseguire le cure a domicilio e sicuramente l'ambiente ospedaliero è organizzato per rispondere a situazioni di acuzie. Per questo motivo, spesso, sono i pazienti stessi o le loro famiglie a richiederne l’attivazione.
La struttura convenzionata, oltre ad avere una privilegiata locazione sul mare, risponde a tutti i requisiti, sia tecnologici che organizzativi, previsti dalla legislazione in materia (tra l'altro è prevista una formazione specifica per gli operatori).
A Marina di Massa le camere che sono state dedicate all’hospice sono tutte singole, con un lettino dedicato all'accompagnatore e dotate di servizi igienici in stanza. Oltre all’aria condizionata è prevista la possibilità di personalizzazione dell'ambiente.
Vincenzo Mondello, direttore della struttura “Cure palliative e terapia del dolore” dell’Asl da sempre pone attenzione agli aspetti della sua professione, non solo per quelli che sono gli aspetti tipicamente sanitari, ma anche per gli aspetti che riguardano la sfera della privacy del paziente e sottolinea l'importanza per il malato di un ambiente e di un contesto adeguato al rispetto della persona: «Nelle camere dei pazienti dell'hospice, gli operatori sanitari bussano sempre prima di entrare», riferisce con delicatezza. Dall’apertura della convenzione, cioè dal giugno scorso, sono stati 42 i pazienti ospitati, fino ad oggi, nella struttura.
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