Il Tirreno

Raccolta differenziata, è scontro

Raccolta differenziata, è scontro

Controreplica di Arci Babel a Cara Puntremal sui manifesti che denunciano degrado nel centro storico

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PONTREMOLI. Duro scambio di accuse tra Arci Babel e Cara Puntremal sulla gestione dei rifiuti ed in particolare sul reintegro nella “città del libro” del sistema di raccolta rifiuti “Porta a Porta”. Tutto ha inizio dalla decisione del circolo pontremolese di affiggere a Pontremoli cento manifesti e locandine per denunciare il degrado del centro storico dopo la sospensione nella primavera scorsa del servizio di raccolta porta a porta e per tenere alta l’attenzione sulla gestione dei rifiuti.

Una campagna di sensibilizzazione promossa da Arci Babel, Arci Torrano, Farfalle in cammino, Alma, Spi Cgil e Bottega Arcobaleno. Il presidente di Arci Babel, Maurizio Rossi, ha evidenziato come «il momento sia propizio, alla luce anche della situazione di difficoltà dell’attuale gestore del servizio, per avviare una riflessione seria sulla conduzione di un settore strategico come la raccolta dei rifiuti. Se è vero che il porta a porta in fase di avvio ha costi elevati e le difficoltà finanziarie dei Comuni e del gestore vengono additate come causa della cattiva amministrazione del servizio, è altrettanto vero che, nel lungo periodo, solo il porta a porta consente l’avvio di circuiti virtuosi in grado di abbattere i costi stessi di gestione. Le affissioni vogliono mantenere alta l’attenzione sul problema, coinvolgere i pontremolesi e chiedere all’amministrazione comunale progetti, soluzioni e risposte non miopi ma che sappiano guardare lontano».

Non si è fatta attendere la risposta dell’amministrazione, tramite un comunicato stampa di Cara Puntremal (lista del sindaco Lucia Baracchini), che definisce strumentale la protesta espressa dal circolo Arci Babel e fallita in Lunigiana, almeno a queste condizioni, come dimostrato dalla crisi Aimeri, il tentativo della raccolta porta a porta, «una ricetta sostenuta da Babel ma affogata nei debiti e nei rifiuti accumulati nei vari comuni da settimane, in strada, che ha messo a rischio il lavoro di tante persone». Cara Puntremal, dal canto suo, rivendica invece le scelte di buona politica fatta dall’amministrazione pontremolese che ha fatto un passo indietro rispetto alla raccolta porta a porta per non gravare sulle spalle dei cittadini.

«Sarebbe bello realizzare il ‘porta a porta’ su tutto il territorio comunale ma in questa fase i costi troppo alti andrebbero a ricadere totalmente sui cittadini, come è dimostrato da alcune esperienze lunigianesi e non solo». A stretto giro di posta la controreplica di Arci Babel: «Cara Puntremal, sostiene che il Comune opera scelte sostenibili sempre nell'interesse dei cittadini: è evidente, le foto nei manifesti lo testimoniano, che si tratta di scelte sbagliate. È sostenibile il degrado dei cassonetti del centro storico? È interesse dei cittadini trovare cumoli di immondizia ovunque? La "volontà della gente" a cui, ci insegna Cara Puntremal "non deve mai sovrapposi la volontà dei partiti”, è pagare la stessa bolletta e avere un servizio sempre più scadente? Il Comune, inoltre, si è accollato "interamente l'aggravio di costi gestionali di Aimeri": non sono forse sempre i cittadini pontremolesi a pagare o i consiglieri di Cara Puntremal hanno fatto una colletta?».

Inoltre, secondo il comunicato, non ci sarebbe da parte dell’amministrazione «un progetto per il futuro, un accenno a come intende risolvere un problema che è sotto gli occhi di tutti. Arci Babel e le associazioni che hanno sottoscritto il manifesto ritengono che l'unica via possibile per coniugare sostenibilità ambientale e un servizio efficiente (anche economicamente nel lungo periodo) sia un serio servizio di raccolta porta a porta». (r.s.)

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