La protesta
«Pulite d’urgenza i vostri fossi» Ma l’ordinanza concede 45 giorni
MASSA. Pulite, e in fretta, le fossette ostruite dai detriti crollati con l’alluvione, ché il meteo mette pioggia e con i fossi intasati l’acqua non scorre. Anzi no, prendetevela con calma, c’è tempo...
MASSA. Pulite, e in fretta, le fossette ostruite dai detriti crollati con l’alluvione, ché il meteo mette pioggia e con i fossi intasati l’acqua non scorre. Anzi no, prendetevela con calma, c’è tempo fino al 31 dicembre.
È un rebus l’ordinanza del sindaco che impone alla proprietaria di una casa di Ortola di ripulire fossi e pozzetti di scolo di sua proprietà, intasati dai detriti dopo l’alluvione, e di farlo con urgenza. Salvo poi concederle 45 giorni per metter mano alla pala.
La casa si trova in via Foce al civico 104/A, dove il nubifragio ha provocato una frana che ha invaso la strada e bloccato il collegamento tra Massa e Carrara per una settimana.
Altre piccole frane hanno invaso la proprietà privata della signora Maria Giovanna Piastra e il materiale crollato giù dalla collina è finito anche nei fossi di scolo. Fango, detriti, terra, rifiuti, erba: un mix micidiale in caso di nuove piogge.
La zona ha ricevuto il sopralluogo dei tecnici provinciali già l’indomani dell’alluvione. Il verdetto è stato piuttosto preoccupante: «Atteso che le avverse condizioni meteo ancora in atto potrebbero peggiorare la situazione riscontrata – si legge nell’ordinanza – è necessario, a tutela della privata e pubblica incolumità, l’esecuzione di adeguate opere per la messa in sicurezza dei suddetti movimenti franosi».
In particolare, la signora deve rimboccarsi le maniche e sgomberare i fossi «in modo – prosegue l’ordinanza – da garantire il libero deflusso delle acque anche in caso di piogge intense onde evitare un’ulteriore scolmatura e successiva ostruzione delle canalette e pozzetti esistenti».
I provvedimenti sono definiti «contingibili e urgenti» a tal punto che «motivi di urgenza – si legge nell’ordinanza – impongono di comunicare l’avvio del procedimento contestualmente alla notifica del presente provvedimento». E si fissa pure una sanzione: se la signora non si sbriga a togliere terra e detriti dai fossi, rischia una multa da 155 a 624 euro.
Una severità giustificata dal fatto che, ne va della sicurezza dei cittadini. E visto il meteo, meglio non stare a perder tempo.
Sennonché la stessa ordinanza “inciampa” in una concessione a dir poco generosa. «Il termine fissato per ottemperare alla presente ordinanza – è scritto nero su bianco – è fissato al 13 dicembre 2012». Vale a dire fra un mese e mezzo. E le previsioni meteo? E l’urgenza? E la minaccia di sanzioni? E il pericolo per l’incolumità? Cancellati in unbatter d’occhio.
Ma tant’è. Nei tortuosi percorsi normativi meglio non addentrarsi. Non resta che sperare nella clemenza del cielo – questa volta con la “c” minuscola, dato che di meteorologia si sta parlando – e nella solerzia della privata iniziativa della signora Piastra. Che saprà certamente darsi da fare più di quel che riescono la burocrazia e i suoi tempi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
