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La barriera non è mai stata finita «Noi, due volte inondati di fango»

La barriera non è mai stata finita «Noi, due volte inondati di fango»

MASSA. Due anni fa finì sulle prime pagine dei giornali per essere stata completamente sommersa dal torrente Ricortola, nella piena del luglio 2010. Due giorni prima della piena di quest’anno, due...

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MASSA. Due anni fa finì sulle prime pagine dei giornali per essere stata completamente sommersa dal torrente Ricortola, nella piena del luglio 2010. Due giorni prima della piena di quest’anno, due tecnici della Provincia sono andati a fare un sopralluogo sull’argine del torrente, che fa da confine alla sua casa in via Pietrasanta, dopo l’ennesima richiesta d’aiuto. «Ma non è servito – spiega Onelia Beghè – siamo stati invasi dal fango anche quest’anno e non ne possiamo più di vivere con questa angoscia».

La casa della signora si trova lungo il torrente. Dopo il disastro del 2010, la Provincia ha installato delle paratie di metallo, ma solo per un tratto. Un tratto che si interrompe proprio nel giardino della signora Onelia. «Io ho paura – spiega – e per questo ho sollecitato l’intervento dei tecnici. Volevo che finissero il lavoro iniziato. Proprio due giorni prima della piena sono venuti, hanno preso qualche misura, hanno guardato un po’, ma poi se ne sono andati».

La notte del diluvio, esattamente come due anni prima, Onelia ha visto l’acqua che cominciava a riversarsi nel suo giardino. «Ha scavalcato le paratie e si è infiltrata nel punto in cui si interrompono», spiega mostrando la valanga di terra crollata giù con l’acqua e le paratie che si sono anche inclinate sotto il peso del torrente in piena.

Questa volta il fango ha allagato il giardino, il garage e la cantina. Ha risparmiato la casa. «Ma ho ancora il pavimento rovinato dal 2010 – spiega – e ogni volta che piove passo la notte in bianco dalla paura. Così non si può vivere: ci sentiamo abbandonati».

La signora Beghè ricorda le promesse fatte dagli amministratori. «Tutto il problema nasce dal fatto che il ponte, più giù, è troppo basso e stretto per far defluire l’acqua quando piove tanto – spiega – e infatti abbiamo partecipato ad almeno due assemblee al ristorante qui vicino, Il Cavallino Rosso, con il comitato di quartiere, per decidere di avviare questo benedetto intervento. Ma poi non ne hanno fatto niente».

A una settimana dal disastro, la zona di via Pietrasanta sta tornando lentamente alla normalità. Ma gli abitanti sono convinti: finché il torrente non sarà messo in sicurezza, non si potrà parlare di nessuna normalità per questo quartiere. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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