Il Tirreno

Il solito balletto delle competenze

Mille problemi per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua, sos di via Cadorna

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CARRARA. Balletto delle competenze, e problemi gravi ancora da risolvere sul fronte del reticolo di corsi d’acqua del territorio.

Le commissioni comunali ambiente (presieduta da Davide Poletti) e lavori pubbblici (presidente Luca Barattini) in una seduta congiunta ieri hanno parlato con Maurizio Rocchi dottore forestale dell’Unione Comuni Montana della Lunigiana (che ha preso il posto della Comunità montana).

«Per la manutenzione straordinaria - ha subito chiarito Rocchi – non possiamo attingere dalle bollette dei cittadini». E le note dolenti riguardano proprio i lavori per evitare altri disastri. Varie le domande posta dei consiglieri: sui materiali ingombranti nei canali, sulla mappatura della canalizzazione a monte dopo la realizzazione della via dei marmi, sulla portata dei torrenti in rapporto alle tombature, sul dragaggio dei canali, sulle competenze per il Parmignola.

Rocchi risponde a tutti: «Gli aspetti idrogeologici dopo la via dei marmi non sono ancora stati aggiornati, il reticolo minore non demaniale a oggi non viene preso in considerazione, il dragaggio dei canali, «è impensabile, viste le normative e le risorse disponibili. Appena subentrati alla Montana abbiamo fatto le somme urgenze, un dragaggio di 100 metri alla Fossa Maestra che è costato 100mila euro fra smaltimento dei fanghi che sono rifiuti speciali, e una procedura esagerata. Il Parmignola: è un torrente di terza categoria, la manutenzione ordinaria è di nostra competenza, quella straordinaria sarebbe della Provincia ma l’attuale normativa è confusa».

Problemi segnalati: c’è un canale che si immette nella Macchia e in caso di piena a Marina ci sono allagamenti. «L’Unione Comuni ha una idrovora mobile per baipassare le acque nella Fossa Maestra, ma ciò risolve solo in parte il problema. La Fossa Maestra riceve un reticolo di canali e l’idrovora posta da tempo non ce la fa in caso di alluvione, per via delle acque alte (dalla montagna) che si aggiungono a quelle di valle, non avendo uno sfogo diretto al mare per via dell’urbanizzazione e dell’autostrada. – ha detto Rocchi – ci sono anche le tombature ma...».

Due cittadini hanno segnalato il problema in via Cadorna: un canale che si immette nel Carrione, a monte ha allagato le case: «1,30 centimetri di acqua, proveniente da depositi di marmo». Per cui è stata chiesta una verifica tecnica. Inoltre, quel canale tombato verso la fine non scarica a mare quando c’è il tappo di materiali alla foce del Carrione; qui viene chiesta la riapertura della tombatura. Ma ecco che rispunta il Sin con tutte le complicazioni annesse.

Conclusione: per i problemi di via Cadorna saranno fatti sopralluoghi, chiesti controlli a Gaia e un incontro con la Provincia.(c.car.)

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