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Assindustria: il marmo è tartassato

Assindustria: il marmo è tartassato

«La nuova manovra regionale e i rialzi sui sassi penalizzano un settore vocato all’export, sono decisioni approssimative»

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CARRARA. E’ un vero e proprio sfogo, un grido di dolore quello che si leva da Assindustria, in un documento destinato a far discutere da titolo: “Le tasse sulle cave non finiscono mai di aumentare!”.Ma vediamo il testo di Assindustria.

«Sul filo dei rapporti tra Regione Toscana e Comune si stanno prendendo decisioni di forte impatto per l’economia del nostro territorio. Senza attendere il varo della nuova legge regionale sulle cave, il Comune di Carrara sta pensando di aumentare la tassazione sui sassi; nel frattempo un doppio aumento delle tasse alle cave è già stato deciso a Firenze con la nuova legge finanziaria 2013 della Regione Toscana».

Spiega Assindustria: «In particolare dal 1º gennaio scatteranno sia l’incremento dell’Irap (0,92 punti che innalzano questa tassazione particolarmente invisa dal 3,9 al 4,82% del valore netto della produzione), che del contributo per il soccorso cave, con la sua estensione a settori che fino ad oggi ne erano esclusi (sassi). Le nostre stime ci portano a quantificare l’effetto complessivo di questi provvedimenti in 1,0/1,2 milioni di euro».

Fa notare il testo degli industriali: «Nel presentare la manovra, la Giunta Regionale si è difesa dicendo di aver evitato accuratamente di mettere le mani in tasca alle imprese industriali più propense ad esportare, ma così evidentemente non è per il settore marmo sul quale si continua ad intervenire e a prendere provvedimenti con una buona dose di approssimazione. La situazione, diversa da come la si immagina, e la storia di questo settore dovrebbero indurre i nostri amministratori a riflettere attentamente sugli effetti dei nuovi interventi».

Si ricorda infatti: «Dopo le alluvioni del 2011 sono stati autorizzati i prelievi di sassi dal letto del Magra per la sistemazione dell’alveo del fiume; questi sassi stanno saturando il mercato locale delle costruzioni e delle opere civili già depresso per la crisi del comparto edile e le cave hanno sempre più problemi a collocare le scaglie. Ma anche gli errori della storia recente della tassazione dovrebbero indurre maggiori attenzioni: nel 2007 gli oneri gravanti sui sassi “bianchi” erano pari a 3,23 euro la tonnellata; su quelli “scuri” 0,62 euro; nel 2008, questi sono stati innalzati, rispettivamente, a 3,60 e a 1,20 euro. Il fatto è che queste tariffe hanno messo fuori mercato una serie di attività di riuso dei sassi e, come si insegna nei manuali di economia, il previsto incremento del gettito per le casse comunali è stato praticamente azzerato dalla caduta delle quantità collocate sul mercato (in due anni più di 500.000 tonnellate di sassi in meno). Nel 2012, ignorando questa lezione, il livello della tassazione sul settore marmo di Carrara è aumentata di nuovo, ma per lo stesso motivo il Comune ora si vede costretto a rivedere le entrate dai previsti 18,4 a 17 milioni di euro», si conclude il documento di Assindustria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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