Il Tirreno

Lo strazio della zia

«Era un bimbo speciale, un dono del Signore»

«Era un bimbo speciale, un dono del Signore»

CARRARA. «È una cosa troppo brutta, troppo brutta. Mattia era la gioia pura, era un dono del Signore». Monica Bernardini, zia del piccolo Mattia, arriva davanti alla chiesa sorretta dal marito...

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CARRARA. «È una cosa troppo brutta, troppo brutta. Mattia era la gioia pura, era un dono del Signore». Monica Bernardini, zia del piccolo Mattia, arriva davanti alla chiesa sorretta dal marito Alessandro. Il suo volto è una maschera di dolore. Si abbraccia stretta a don Santini. Stanno così a lungo. E il suo pianto colpisce al cuore. Risuona nel silenzio irreale che è calato davanti alla parrocchia all’arrivo dei parenti del bambino investito e ucciso proprio a pochi metri di distanza dal luogo dove oggi i parenti e gli amici lo piangono. «Sarà dura andare avanti, lui era un bambino speciale», continua a ripetere Monica stretta in un abbraccio disperato con don Santini, prima di entrare in chiesa fra due ali di folla che partecipa alla tragedia che ha colpito una famiglia e la città intera.

È tempo del dolore. Non ci sono parole, Non ci sono polemiche il giorno dell’addio a Mattia. Ma la rabbia, quella sì, resta. «Oggi qui ci sono tanti vigili ma dovrebbe essercene uno davanti all’asilo, tutti i giorni»: dice un papà che ha i bambini nell’asilo Andersen e giovedì era andati a prenderli prima, perché doveva portarli dalla nonna. «Ho saputo poco dopo quello che era successo, non riuscivo a crederci».

I genitori dei bimbi dell’Andersen ma anche dell’asilo di Casano dove andava Mattia, sono sconvolti. Quasi nessuno ha portato i bambini: «È una tragedia troppo grossa, sono già abbastanza sconvolti», commenta una mamma con gli occhi pieni di lacrime.

Ma i bambini dell’asilo di Casano un ricordo per Mattia lo hanno voluto lasciare, a modo loro. Una poesia, che ha letto dal pulpito uno dei genitori.

«Le altalene, i giochini e il parco non saranno più gli stessi senza di te. Ciao Mattia».

Un messaggio semplice, con il linguaggio diretto dei bambini. Parole che rimangono dentro, come quelle che hanno voluto leggere alcuni genitori che Mattia lo hanno conosciuto bene, all’asilo e fuori: «Grazie Mattia, ci hai insegnato che il bene va dimostrato». Tanti pensieri. E l’augurio ripetuto a mezza voce da tante mamme, fuori dalla chiesa: «Che la terra ti sia lieve piccolo angelo».

Vicini al dolore della famiglia anche i componenti del Comitato di Battilana: ne fanno parte infatti, come soci, sia papà Gabriele che suo padre Giuliano, nonno del piccolo Mattia.(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa