Attenzione
Duemila in lacrime per l’addio a Mattia
Il funerale nella chiesa della Covetta, vicino al luogo del tragico incidente Il parroco: dobbiamo pregare anche per il giovane che lo ha investito
CARRARA. Duemila in lacrime per Mattia. Duemila cuori spezzati. E un applauso, unico, davanti alla piccola bara bianca. Un applauso che fa quasi tremare i vetri della chiesa di via Villafranca, all’angolo di via Covetta. L’ultimo e straziante saluto a Mattia Bernardini, è avvenuto qui, a pochi metri di distanza da quelle strisce pedonali, segnalate di rosso vivo, dove giovedì scorso è stato travolto e ucciso mentre insieme al nonno Giovanni andava a prendere all’asilo Andersen il cuginetto.
A due giorni di distanza, da quello che doveva essere un pomeriggio di gioco e si è trasformato in tragedia, alla stessa ora, via Covetta si è fermata per salutare Mattia. La sua bara bianca, coperta di fiori candidi ha toccato il cuore di tutti. Come quel guanciale di gigli a forma di cuore con un nastro e una frase vergata in ore: «Le maestre, al nostro cicciobello».
È il lutto di una comunità intera quello che si vive fuori dalla chiesa di Maria Santissima Mediatrice dove la gente continua ad arrivare, fino a riempirla tutta, a riempire il cortile, e la strada stessa. Ci sono i colleghi della Guardia di finanza di papà Gabriele, gli amici di calcetto, le colleghe della madre, che lavora come estetista ad Isola. E poi i parenti, gli amici, le mamme e i papà dei compagni di asilo. E tanta gente che è stata colpita al cuore dalla tragedia di Mattia ed è voluta venire a dargli l’addio, portando anche un semplice fiore bianco.
Ad attendere il feretro c’è don Andrea Santini, parroco di Ortonovo, accanto a lui i parroci di Fossone e della chiesa della Covetta. Ci sono anche i due sindaci, Angelo Zubbani e Francesco Pietrini, di Ortonovo, i vertici delle Fiamme Gialle. Papà Gabriele e mamma Maria, chiusa in un cappotto nero che non lascia intravedere i segni della gravidanza, e con una coda di cavallo che la fa sembrare una bambina, non vedono nessuno sono stretti, si sostengono uno all’altra, persi nel loro dolore.
Le parole del cappellano della Guardia di Finanza, don Gianni De Negri, sono interrotte dal pianto: succederà spesso, anche agli altri parroci, durante la messa. Don Gianni porta i saluti del corpo, la vicinanza alla famiglia e a quel piccolo angelo che se ne è andato.
Poi è la volta di don Andrea Santini. Lui Mattia lo ha tenuto a battesimo: «È nato l’8 dicembre, il giorno della vergine Maria, è stato battezzato il 4 maggio, nel mese mariano: ora siamo qui, nella chiesa di Maria a dargli l’addio. E lo affidiamo alla tenerezza della madre del Cristo». Don Santini ha parlato anche della bambina che la mamma e il papà di Mattia hanno perso un anno fa, una settimana prima del parto. «Un pensiero - ha continuato commosso don Santini - va anche alla piccola Emma, la sorellina che Mattia era tanto ansioso di conoscere. Ora sono insieme, ci guardano dal cielo, e si tengono per mano».
Don Santini ha rivolto una preghiera al 18enne che ha investito e ucciso Mattia. «Il mio ultimo pensiero va alla famiglia e a questo ragazzo - ha detto - Anche loro stanno vivendo un dolore immenso, come comunità cristiana dobbiamo imparare a pregare per tutti».
Dopo il rito funebre lo strazio dell’addio. La piccola bara candida è stata salutata da un lungo applauso e dal pianto di duemila persone.
Mamma Maria e papà Gabriele non si sono staccati nemmeno un attimo dal carro funebre.
Hanno intrecciato le mani e le hanno appoggiate al portellone, per accompagnare il loro bambino fino all’ultimo.
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