Attenzione
«Mancano i mezzi si fa tutto a braccia» Monta la protesta
Barbieri (Protezione civile): la nuova legge ci ha imbrigliati Sos rischio idrogeologico: «O si risolve ora o mai più»
MASSA. Centotrenta euro per un’ora di autospurgo, l’escavatore prestato dal vicino, amici e parenti chiamati per ripulire gli scantinati. L’emergenza gestita col fai-da-te. «Per fortuna ci sono i volontari, ma senza mezzi non si toglie il fango», spiegano i massesi colpiti dall’alluvione. E non solo loro. Diversi volontari della Protezione civile lamentano mancanza di coordinamento, di autospurghi, ruspe, pompe. Cosa non sta funzionando?
«Quel che posso dire è che da mezzanotte e mezzo di domenica, e nonostante un’allerta meteo moderata, abbiamo aperto la sala operativa con 30 volontari», spiega Gianluca Barbieri, capo della Protezione civile di Massa-Carrara. «L’area, purtroppo, è così vasta e complessa che non possiamo esserci subito per tutti».
Decine di squadre di volontari, mezzi, ditte: la macchina della Protezione civile è in moto no stop da giorni. «Stiamo facendo il possibile – spiega Barbieri – io avrò dormito sì e no 10 ore da sabato e così i volontari, i vigili del fuoco, i tecnici del Comune e della Provincia che fanno gli straordinari e non sanno neanche se saranno pagati».
C’è chi si chiede perché non è intervenuto l’esercito, chi se la prende col Comune, chi con la Maremma che ha sottratto forze. «L’esercito – spiega Barbieri – è utile a raggiungere le zone isolate, ma non è il nostro caso. Il Comune ha diversi autospurghi all’opera e non sa nemmeno se avrà potrà pagarli. Quanto alla Maremma, sì, a livello di colonna mobile gestiamo quell’emergenza».
Ma la vera responsabile, secondo Barbieri, è soprattutto la legge 100 del 2012 che ha riformato la Protezione civile. «Con questa legge è cambiato il mondo – spiega – oggi anche l’impiego del singolo volontario è pesato e ripesato, ogni atto va vidimato dal dipartimento nazionale. Questa legge ci ha messo le briglie». Come si pagherà il conto? Barbieri guarda fiducioso ai residui di fondi accumulati in questi anni. Un ragioniere sta facendo i conti.
Restano le persone e le loro case sventrate. «Vorrei dire loro parole di conforto – spiega Barbieri – ma non me la sento. Quest’alluvione ha colpito anche me, anch’io avrei voluto piangere. A chi si lamenta dico: prendetevela con me, ma non con i volontari. Stiamo tutti facendo il possibile, e non certo per lo stipendio».
Le tv nazionali sono partite da giorni per la Maremma. Si sa: notizia grossa mangia notizia piccola. Ma a Massa l’emergenza non è meno grave che nel sud della Toscana. «Spero solo che la nostra zona non cada nel dimenticatoio fra due mesi – conclude Barbieri – bisogna tenere alta l’attenzione sui corsi d’acqua: la questione o si risolve ora, o mai più».
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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