Il Tirreno

Mamma Maria non si stacca da Mattia

di Alessandra Vivoli
Mamma Maria non si stacca da Mattia

In obitorio lo straziante abbraccio della madre al suo bambino morto. Il papà Gabriele: ci vuole forza ora ad andare avanti

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CARRARA. Si è stretta a quel corpicino senza vita. Lo ha abbracciato a lungo. Non riusciva a staccarsi dal suo bimbo mamma Maria. A lasciare andare il suo Mattia che sembrava quasi dormisse, circondato dai suoi peluche. E che invece era morto, nella fredda camera dell’obitorio di Massa. I suoi cinque anni ancora da compiere stroncati sulle strisce pedonali, davanti all’asilo Andersen dove andava a prendere il cuginetto.

Cinque anni spezzati, come le rose bianche, avvolte in una candida retina, che sono stati legati all’albero davanti alle strisce di via Covetta, dove Mattia Bernardini è stato investito e ucciso. Sotto, sul ciglio della strada, nel pomeriggio è comparso anche un ciclamino, candido.

Papà Gabriele: ci vuole forza ad andare avanti. È stato tutto il pomeriggio all’obitorio Gabriele Bernardini, il papà di Mattia. Accanto a lui i colleghi del corpo della Guardia di Finanza di Massa, presso cui presta servizio. In mattinata ha ricevuto la visita del comandante, Franco Arena: «È un padre distrutto, non ci sono parole, possiamo solo stargli vicino e dargli tutto il nostro confronto» ha detto, visibilmente commosso il comandante. Un dolore composto e inconsolabile. «Ora ci vuole forza ad andare avanti», ha detto agli amici più cari e al sindaco Angelo Zubbani che ieri ha portato alla famiglia il cordoglio di una comunità intera, di tutta la città di Carrara. «Quel ragazzone oggi sembra spezzato»: ripetono i colleghi del comando. E lui si fa forza e cerca di farlo alla moglie, Maria, che si è rimessa in piedi subito dopo il malore che l’ha colta al momento della tragedia (è incinta e per questo giovedì si era reso necessario un ricovero per accertamenti all’Opa) per stare accanto a Mattia. Fino all’ultimo.

La mamma: Mattia io non ti lascio andare. La forza di una mamma. L’amore, più grande, quello per un figlio. Maria Rubino non ha dato retta ai medici. Non si è messa a riposo ma ieri è stata ore all’obitorio. Accanto al suo bambino. Stretta a quel corpicino senza vita, circondato dalle macchie colorate dei peluche che amava tanto. Mamma Maria è rimasta con Mattia: «Non ti lascio andare». Gli amici dicono che erano solo queste le parole che ripeteva. La gente, tanta, tantissima, intorno, come se non ci fosse. In quel momento c’erano solo lei e il suo bambino.

L’inchiesta: l’investitore indagato per omicidio colposo. Gli accertamenti dell’incidente avvenuto in via Covetta sono ancora in corso. Intanto per l’investitore, il 18enne con il foglio roso che stava facendo pratica di guida con il padre, la posizione si complica. Rischia di non conseguire mai più la patente di guida: la questione è, infatti, una di quelle allo studio da parte del Comando dei vigili urbani. La famiglia del giovane. indagato per omicidio colposo, ha già nominato un legale di fiducia, l’avvocato Luca Pietrini.

Il nonno non sa ancora che Mattia è morto. Sarà fondamentale la testimonianza del nonno di Mattia, Giovanni Rubino, ancora in ospedale per un trauma alla spalla e al ginocchio e un profondo stato di choc. Solo oggi gli diranno che il nipotino è morto, per dirglielo interverranno anche gli psicologi dell’Asl. E l’addio a Mattia sarà alla chiesa di Covetta, dove nonno Giovanni da anni canta nel coro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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