Finanza
Fosso del Bugliolo, lavoro a metà
Un’altra nottata da incubo per gli abitanti delle case della zona di via Codena
CARRARA. Via Codena interessata dal fosso del Bugliolo, ha vissuto un'altra nottata da incubo, l'ennesima, fra sabato e domenica scorsi.
Le foto che pubblichiamo sono eloquenti, e testimoniano una serie di circostanze. La prima, che sono iniziati i lavori, per la messa in sicurezza del fosso: dal sommo del poggio e fino alla strada, l'area è di competenza della Provincia, dalla strada fino al Canal del Rio, dove si immette, è di competenza del Comune. Circa due anni fa sono iniziati i lavori per regimare e incanalare il fosso: il problema è che come testimoniano le foto, la galleria predisposta sembra di ampiezza sufficiente, e il progetto originario prevede la stombatura nel tratto alle spalle dei numeri civici 15 e 17. Un progetto che potrebbe funzionare ma che ha un problema: è stato lasciato incompiuto, a quanto risulta per mancanza di fondi.
Il risultato è che provvisoriamente, è stato messo un tubo in plastica che dovrebbe raccordare fra la galleria di uscita e il tratto di fosso ancora tombato. Ma la portata del tubo è insufficiente, non solo, non essendoci un imbuto per l’acqua che esce dalla galleria, appena è arrivata la prima onda, il tubo è stato spostato di lato, e in più la fine del tubo ha fatto da tappo, per l'ingresso della parte ancora tombata. E l’acqua è strabordata.
Più delle parole comunque valgono le foto: un lavoro lasciato a metà, che ha provocato ancora disagi e danni, con il rischio concreto di far crollare il muro di contenimento vicino alle case, ormai quasi senza base, scalzata dalla forza delle acque. La palificazione è già pronta, micropali in acciaio e base in cemento, per i muri di contenimento del fosso ancora mancanti, si tratta ora di completare l'opera della stombatura. I soldi spesi finora rischiano di non servire a niente. Un'ultima curiosità: in Provincia non risultano agli atti le autorizzazioni alla tombatura, avvenuta oltre quarant'anni, con una serie di tubi in cemento già scoppiati.
E chi doveva controllare, non ha controllato.
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