Sicurezza
E la Procura adesso indaga anche sulla macchina dei soccorsi
CARRARA. Il nome del 18enne che ha investito e ucciso Mattia Bernardini e ferito il nonno materno , Giovanni Rubino, è già stato iscritto dalla pm Alessandra Conforti sul registro degli indagati. L’i...
CARRARA. Il nome del 18enne che ha investito e ucciso Mattia Bernardini e ferito il nonno materno , Giovanni Rubino, è già stato iscritto dalla pm Alessandra Conforti sul registro degli indagati. L’ipotesi di reato è omicidio colposo.
Ma le indagini della Procura vanno avanti a tutto campo: non si tratta solo di ricostruire la dinamica dell’incidente: su questo da quale che trapela ci sarebbero pochi dubbi: il bambino è sfuggito al controllo del nonno. La macchina in cui era alla guida il 18enne (munito di foglio rosa e per questo accompagnato dal padre) non è riuscita a frenare e lo ha preso in pieno. Ed ha investito anche il nonno che cercava di trarre in salvo il nipotino.
Su questo aspetto stanno svolgendo un lavoro fondamentale anche dal comando della Polizia municipale di Carrara) ma anche di verificare se la procedura usata nel corso del tentativo di salvataggio del piccolo sia stata la migliore possibile.
Il giallo del ritardo dei soccorsi. La Procura vuole vederci chiaro. Per questo ieri ha disposto l’esame esterno sul corpicino del piccolo Mattia (eseguito dalla dottoressa Elisa Menconi).In sostanza si sta cercando di far luce su tutta la vicenda e anche sil funzionamento della macchina dei soccorsi. Magistratura e i carabinieri stanno facendo luce su un aspetto ben preciso: la decisione di trasportare Mattia al Cinquale per caricarlo sull'elicottero che avrebbe dovuto portarlo a Pisa è stata quella giusta o i soccorritori avrebbero dovuto scegliere un'altra strada? Interrogativi che non contano nulla di fronte a una tragedia che in questi giorni ha cambiato l'approccio nei confronti della vita e della morte, di tutti coloro che hanno vissuto direttamente o sulle pagine della stampa, questa bruttissima e indicibile storia di sofferenza e dolore.
La petizione delle mamme. E pur comprendendo la difficoltà da parte della polizia municipale che non avrebbe personale a sufficienza, le mamme di via Covetta suggeriscono di coinvolgere i nonni o i vigili in pensione che, a titolo volontario potrebbero controllare l'uscita dell’asilo.
Ad organizzare una petizione da portare a palazzo Civico sta già da tempo pensando Sara Bertolla, residente ad Avenza e preoccupata per il traffico di via Covetta.
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