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«Vettura e moto sommerse, ma ho aiutato gli alluvionati»

MASSA. Il comando provinciale dei carabinieri è categorico: nessun personalismo quando si parla dei militari dell’Arma. Niente nomi di chi indossa la divisa con le bande rosse. E noi per una volta...

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MASSA. Il comando provinciale dei carabinieri è categorico: nessun personalismo quando si parla dei militari dell’Arma. Niente nomi di chi indossa la divisa con le bande rosse. E noi per una volta obbediamo, ma non taciamo (come vorrebbe il motto dei carabinieri). Raccontiamo perciò questa storia senza dire chi è il protagonista, indicandone soltanto il grado. Con un’avvertenza, come lui tanti altri militari della compagnia, del radiomobile o del comando provinciale hanno dimenticato per diversi giorni le loro famiglie, i loro cari e si sono messi in mezzo alla gente. Un brigadiere per aiutare il vicino a liberare la cantina dal fango, per esempio, si è fratturato anche un braccio.

Veniamo alla storia: l’appuntato sabato sera era a casa con la moglie e il figlio di pochissimi anni, quando è scattata l’emergenza si è subito infilato la divisa, ha sbattuto i tacchi e ha detto agli ordini a chi gli chiedeva se era disponibile a tornare in servizio nonostante fosse smontato da un paio d’ore. «Come si fa a dire no in questi casi - spiega -. Mi sono cambiato e sono tornato in strada. Un macello. Soprattutto dove abito io. L’acqua saliva, saliva, saliva. E non ci potevamo fare niente. Ero preoccupato per mia moglie e per mio figlio, ma c’era prima il dovere da compiere. Non sono riuscito a spostare né l’auto né la motocicletta che avevo parcheggiato di fronte alla mia abitazione. Completamente sommerse dal fango. Me ne sono accorto due giorni dopo perché intanto ero a spalare in via Pratta».

Veniamo alla storia: l’appuntato non è una mosca bianca tra i carabinieri. Sono in diversi che si sono davvero prodigati a dare una mano. I turni sono stati più di dodici ore: tanto per fare un esempio stamani alle 4.30 quelli impegnati nella sala della protezione civile hanno staccato. E alle 9 erano già in caserma a organizzare il lavoro e a fare in modo che anche il lavoro di prevenzione e repressione della criminalità potesse andare avanti senza contraccolpi.

Tornando all’appuntato, nonostante il danno economico anche ieri è tornato a spalare fango insieme ai volontari. Dopo aver staccato dal lavoro: «Ma come si fa a non stare a fianco di queste persone. È gente che vediamo tutti i giorni, che ci sorride quando passiamo in divisa e che ci dà una mano quando siamo in divisa. Lo faccio da uomo, ma lo faccio soprattutto da carabiniere». Poi sui danni subiti: «Mi ci vorrà un po’ di tempo per ricomprarmi la macchina e forse la moto non la prendo più, ma l’importante è che nessuno si sia fatto male».

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di Redazione web