La manifestazione
Presi due sciacalli, sono dei nomadi
I carabinieri hanno fermato un’auto che si aggirava intorno alle case disastrate: al volante un minore, poi un pregiudicato
MASSA. Quella Fiat uno di colore bianco che si aggirava tra le strade alluvionate, rallentando la marcia e accelerando all’improvviso, l’avevano notata in tanti. Tanto che era stata segnalata ai carabinieri. E i militari l’auto l’hanno trovata, guarda caso mentre correva dopo essere passata davanti a un’abitazione disabitata dopo l’alluvione di sabato notte. Al volante c’era un quindicenne, quindi senza patente, di origine sinti, nel sedile posteriore un pregiudicato romeno uscito dal carcere un paio di giorni fa. Entrambi nomadi. La vettura è stata perquisita, ma non è stata trovata né refurtiva né arnesi da scasso. L’insolita coppia però è stata fermata lo stesso per accertamenti: il sospetto è che si tratti di due sciacalli è forte. Per questo sono stati trattenuti. In cerca di prove.
Non sarà un’inchiesta semplice, anche perché dovrà per forza di cose essere lampo. I due va detto che hanno raccontato un sacco di frottole agli inquirenti che gli chiedevano perché guidava l’adolescente. In un primo momento hanno detto alla pattuglia che stavano rientrando a casa (erano vicini al Lavello): «Siete intervenuti troppo presto, non abbiamo ancora fatto nulla», ha ringhiato il ragazzo. Hanno anche provato a dire che stavano andando da un amico che aveva avuto la cantina allagata, ma non hanno indicato l’abitazione. Infine hanno girato la frittata giustificandosi con un giro di controllo («volevamo farci un’idea di quello che era accaduto»). Finito lo sproloquio sono stati accompagnati in caserma. Se però contro di loro non risulterà nulla, potranno tornare liberi e senza restrizioni particolari. A meno che non gli venga imposto di lasciare il Comune fino alla fine dell’emergenza alluvione.
I carabinieri in queste ore stanno acquisendo tutte le riprese effettuate dalle telecamere disseminate in città per capire se possono essere questi due gli autori di alcuni furti avvenuti nelle ultime quarantotto ore. Soprattutto ai danni di aziende. Perché va detto: è vero che c’è una vera e propria corsa alla solidarietà, soprattutto da parte dei ragazzi, ma è anche vero che i malviventi stanno solo aspettando il momento giusto per entrare in azione. Un crimine vergognoso.
Proprio per evitare che gli sfollati, oltre al danno dell’alluvione ne subiscano altri, la compagnia dei carabinieri di Massa e il comando provinciale dell’Arma hanno messo in campo una vera e propria task force tra Massa, Carrara e Lunigiana. In tutto ottanta uomini. Il 112 ha smaltito duemica richieste di aiuto. C’è chi spala, ma c’è anche chi sta facendo un lavoro di prevenzione: la vista della divisa è un deterrente per i malintenzionati. La questura risponde con quaranta agenti, infine 20 la polizia municipale (ma gli uomini di Santo Tavella hanno compiti di controllo delle strade).
Il servizio anti sciacalli resterà attivo fino al termine dell’emergenza e fino a che tutti gli sfollati non saranno rientrati a casa. Tenendo conto che adesso si trovano lontane dal proprio domicilio anche quelle famiglie che nonostante non abbiano subito danni strutturali all’immobile non hanno la fornitura del gas e quindi per loro far da mangiare e accendere il riscaldamento diventa un problema.
Occhi (anche elettronici) puntati sulle aziende, che in questo momento di inattività sono nel mirino dei malintenzionati. Qualcuno è già corso ai ripari chiedendo aiuto agli istituti di vigilanza privata. Ma i soliti ignoti hanno già colpito lo stesso. Nonostante l’emergenza, nonostante lo sconforto, i delinquenti non si fermano. Mai.
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