Sicurezza
«Pagare e avere la spazzatura sotto casa»
Il consigliere di opposizione Alberto Santini denuncia degrado nel centro storico di Bagnone
BAGNONE. «Un vero e proprio paradosso, e certo non un bel biglietto da visita. Vedere la scritta "Comune fiorito" e a due passi, proprio vicino all'arco che dà accesso al borgo di Bagnone, trovare un mucchio di spazzatura tra cui un materasso ormai inzuppato di pioggia che è lì da giorni e giorni».
E' il consigliere comunale d'opposizione, Alberto Santini, a puntare il dito sul degrado in cui versano alcune zone di Bagnone, proprio alle porte del centro storico, recependo le lamentele di alcuni cittadini ormai esasperati. Le difficoltà economiche della Aimeri, la ditta incaricata della raccolta, sono note. Ma Santini accusa l'amministrazione comunale. «Non siamo a livello di Napoli, ma ci stiamo arrivando. Serve un'iniziativa immediata da parte del sindaco - chiede il consigliere - che metta fine a questa situazione. Oppure si dimetta a questo punto, visto che sono due anni che chiediamo di sapere con precisione quali sono le condizioni di Aimeri e non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. Non si possono pagare 700 euro all'anno di Tarsu e non poter aprire le finestre in estate per il puzzo. E questo vale anche per chi qui ha le seconde case e si trova a pagare per intero la quota pur vivendo qua solo pochi giorni all'anno. Se queste persone hanno un rifiuto ingombrante da dover eliminare oggi non sanno come fare. Mettiamo che vengano nel fine settimana: se chiamano per chiedere il ritiro nessuno verrà perché questo è previsto in un solo giorno alla settimana».
Il rischio è che a questo punto un cittadino decida di fare da solo, magari lasciando un materasso o un frigorifero accanto ai cassonetti per la spazzatura normale. «Un tempo esisteva un area per gli ingombranti - propone Santini - dove si poteva recare per lasciare il proprio rifiuto, che magari rimanga aperta per due ore, tre volte alla settimana. In Emilia esistono tutt’ora e funzionano bene e credo che il Comune possegga dei terreni adatti a questo scopo. A questo punto poi la ditta può andare a fare il ritiro in quell'area. La scorsa estate la raccolta è andata avanti a spizzichi e bocconi e anche nel momento in cui si deciderà di chiudere con Aimeri, ci vorrà del tempo per individuare un'altra ditta che la sostituisca. Senza contare che la prima vanta crediti per 250mila euro con il Comune di Bagnone. Serve chiarezza, buona volontà e un po' di iniziativa. (a.b.)
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