Il Tirreno

La madre incinta arriva ed è colta da malore

di Luca Menconi
La madre incinta arriva ed è colta da malore

Il titolare della Gloria: «Ho visto il nonno trascinato dall’auto» Da anni via Covetta al centro di proteste, aperta un’inchiesta della Procura

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CARRARA. Choc, dolore, commozione e rabbia. Sono questi i sentimenti fra i testimoni dei tragici fatti di Avenza di ieri pomeriggio, quando, in via Covetta, è stato investito un bambino di non ancora 5 anni, Mattia Bernardini, morto poi per le conseguenze dell'incidente. Attorno alle 15, il piccolo è stato travolto da un auto, insieme al nonno, ricoverato per fratture e per un malore all'ospedale di Carrara.

Una tragedia troppo grande per i genitori, Gabriele Bernardini e Maria Rubino arrivati poco dopo sul luogo dell'accaduto, con la madre (incinta) colta da malore e il padre che ha aggredito il conducente della Skoda, un ragazzo di 18 anni con il foglio rosa.

«E’ accaduto proprio di fronte al mio locale - spiega Antonio Ercolini, titolare dell'"Osteria Gloria - stavo mettendo a posto la sala, quando ho sentito un colpo e delle urla. Mi sono precipitato fuori e ho visto questo anziano finire sotto le ruote di un’auto, che lo ha trascinato per un paio di metri».

L’anziano era il nonno di Mattia, Giovanni Rubino, nel suo estremo tentativo di riuscire a mettere in salvo il nipotino.

«Insieme ad altri, gestori delle attività vicine, passanti, genitori degli altri bambini, siamo accorsi a sollevare la ruota dell'auto che lo schiacciava e lo abbiamo tirato fuori. E’ stato allora che ho visto questo bambino in una pozza di sangue - aggiunge con commozione - e non ho potuto fare a meno di pensare, una volta resomi conto dell'accaduto, ai miei nipoti e a cosa avrei fatto se fosse successo a me».

Fra le lacrime anche l'accompagnatrice dello scuolabus, sul luogo in attesa dell'uscita dei bambini dall'asilo. «E’ scappato dalla mani del nonno - racconta - è stato un attimo: il bambino è stato subito schiacciato, mentre il nonno è stato trascinato per un paio di metri, prima di essere soccorso. Tutto quel sangue, dappertutto - racconta, il volto sconvolto dal dolore - non me lo scorderò mai».

Una dinamica ricostruita anche dal titolare della vicina tabaccheria, il quale ha assistito alla terribile scena quando la tragedia si era consumata. «Ho sentito delle urla terribili e mi sono affacciato dalla finestra della mia abitazione - racconta - ho visto questo capanello di persone e il bambino a terra, immobile».

Una vicenda drammatica che alimenta anche la rabbia. «Mio nipote è nello stesso asilo - aggiunge preoccupata Antonella Tognini - quando ci hanno avvertito del fatto, insieme a mia figlia, ci siamo precipitati qui, con il cuore in gola. Ma perchè non mettono un vigile di fronte all'asilo negli orari di uscita o, come fanno altrove, qualche volontario per controllare il traffico: ci verrei anche io, gratis».

Un'altra soluzione, da anni prospettata, è di aprire un ingresso laterale della scuola materna e di chiudere quello principale, rimuovendo i rischi più immediati.

Una viabilità, quella di via Covetta, da sempre al centro delle polemiche, dall'eccessiva velocità delle vetture – ma non è questo il caso – al traffico pesante.

Tutti problemi denunciati da tempo dal Comitato Via Covetta, di cui un esponente, Massimo Venturini, è titolare di un negozio d'alimentari. «Sentendo la dinamica, questo caso è stato proprio una tragica fatalità, però ciò non toglie che si tratta di una strada di un chilometro dritta, dove tutti corrono, non pensando che ci sono un asilo ed una scuola calcio. Per questo, noi del comitato, usciremo con un comunicato per chiedere maggiore attenzione, anche se, purtroppo, nulla potremo fare per il povero bambino».

Arriva buio presto, le persone piano piano si allontanano, il pensiero alla famiglia distrutta dal dolore per la perdita del loro figlio, ma anche al nonno, che se l’è visto morire sotto gli occhi.

Un pensiero anche al diciottenne conducente dell’auto che, su questo tutti sono concordi, non andava a velocità sostenuta.

Come diciamo anche in altri servizi, il piccolo Mattia non frequentava la scuola Andersen di via Covetta (abitando in via Pino a Isola di Ortonovo, frequentava la materna di Casano Basso), ma era lì con il nonno per prendere il cuginetto.

Doveva essere un pomeriggio di allegria, è diventato un pomeriggio di tragedia.

La notizia si è diffusa in un attimo in città: anche perché la via Covetta, trafficata, è stata a lungo chiusa al traffico, molti hanno chiesto spiegazioni sia al comando dei vigili che alla nostra redazione.

Aperta un’inchiesta. Sulla tragedia di via Covetta la magistratura ha aperto un’inchiesta, titolare la pm Alessandra Conforti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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