Sicurezza
L’ex sindaca: sulle concessioni noi facevamo attenzione
CARRARA. «Come ex Amministratrice (il mandato 1994- 1998 era ancora di quattro anni) - scrive in una nota l’ex sindaco Emilia Fazzi Contigli - mi sento un po' chiamata in causa, nel dibattito che si...
CARRARA. «Come ex Amministratrice (il mandato 1994- 1998 era ancora di quattro anni) - scrive in una nota l’ex sindaco Emilia Fazzi Contigli - mi sento un po' chiamata in causa, nel dibattito che si è aperto sulle responsabilità del disastro ambientale nella Provincia di Massa-Carrara, da quando il sindaco Zubbani ha violentemente accusato le Amministrazioni che lo hanno preceduto. Detesto lo sparare nel mucchio, non indulgo alla inutile polemica e credo allo slogan un po' scontato che “la conoscenza della Storia aiuta a non ricommettere gli stessi errori”».
Sottolinea quindi: «E allora, se non vogliamo risalire alla preistoria, ricordiamo che la giunta Pincione (vicesindaco Zubbani) cadde ne 1992 per l'impossibilità di un accordo sul Piano Regolatore. Dopo un anno di commissariamento divenni sindaco, in una primissima applicazione dell'elezione diretta. La sua giunta, quando si vorrà procedere a un esame serio delle vicende di questo Comune, passerà alla storia, per quel che riguarda la tutela del territorio, per aver approvato il Piano Strutturale, in primissima applicazione della legge regionale (Massa, partita contemporaneamente, sindaco Pucci al suo primo mandato, non lo ha tuttora) ; e adottato un Regolamento urbanistico, che puntava al recupero e alla valorizzazione. Occhio attento veniva riservato alle concessioni edilizie, tanto che in un caso (palazzina Cannas ad Avenza) la Provincia, di fronte al diniego del sindaco, dovette nominare un “commissario ad acta”, che la concesse. Ci si rifiutava di intervenire nuovamente, con la scusa della “messa in sicurezza”, sul Politeama da parte degli stessi che ne avevano determinato la non-stabilità. Sul piano provinciale, da Presidente della Conferenza dei Sindaci si promuoveva un Pal che prevedeva la razionalizzazione delle strutture esistenti e non la ulteriore cementificazione, oltrettutto di un'area umida. E intanto si dava inizio alla prima costruzione di fognature per tutto il centro storico fino a San Ceccardo. La sottoscritta non ha avuto la possibilità di completare l'opera con un secondo mandato. Si augura che altri lo possano fare, animati dallo stesso spirito di servizio», conclude l’ex sindaca, che nei giorni scorsi abbiamo trovato anche a risistemare il fondo del figlio Matteo, invaso dall’acqua in via Finelli.
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