Il dolore
In pattino salva mamma e fratello
L’odissea notturna di Alberto Mosti nella via diventata un fiume
MASSA. «Guardi - esordisce Alberto Mosti indicando un pattino giallo sistemato sul prato della sua casa - è solo grazie a questo che sabato notte sono riuscito a salvare la mia famiglia!». E' esausto, arrabbiato, amareggiato e inzaccherato di fango. «Mi hanno telefonato i miei fratelli sabato notte verso le 3 - racconta - Abito da qualche tempo ad Avenza e, nonostante le forti piogge, non immaginavo che potesse tracimare il fosso Ricortola che scende proprio vicino a casa nostra in via Silcia. Mi sono precipitato verso casa, ma non sono riuscito a raggiungerla in quanto l'acqua aveva già invaso strade e abitazioni. Ho deciso allora di procedere a piedi; un po' a nuoto ed un po' camminando ho raggiunto la residenza di mia madre, anziana e malata e del mio fratello maggiore, anch'egli malato da tempo. Non sapevo cosa fare, l'acqua aveva già completamente invaso la casa ed i miei parenti rischiavano di annegare. Ho deciso allora di usare il pattino per portare in salvo i miei. Li ho caricati sulla imbarcazione e un po' a naso ed un po' per fortuna sono riuscito a ripercorrere a remi le stradine di Ricortola e portare mia madre ed il mio fratello in salvo. E pensare che la scorsa settimana volevo disfarmi di quel pattino che ingombrava nel giardino. Meno male che non l'ho fatto!»
Alberto Mosti ci lascia e rientra a sistemare la sua casa. C’è tanto lavoro da fare. Ha perso quasi tutto: lì vicino infatti aveva anche il deposito delle attrezzature della sua impresa edile. E' riuscito solo a salvare il camion. (C.C.)
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