Il Tirreno

Ventiquattr’ore di incubo per un caseificio

Ventiquattr’ore di incubo per un caseificio

Mucche sotto stress con l’acqua ai garretti, Nicoletta Menconi ha rischiato di perdere la produzione

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CARRARA. Fra le attività produttive alluvionate, c’è anche il caseificio di Nicoletta Menconi, in via Pontremoli a Battilana. Un’impresa “rosa”, a carattere familiare, che la titolare porta avanti da circa sei anni, con la figlia. E con un servizio anche di consegna a domicilio di formaggi, ricotta e verdure.

La notte in cui è crollato un pezzo di Muraglione, l’acqua ha invaso la casa dell’imprenditrice e le stalle: 20 centimetri. Le cinque mucche da latte si sono salvate ma hanno dovuto stare in piedi per 24 ore con quell’acqua ai garretti. «Non potevano sdraiarsi per riposarsi – racconta Nicoletta Menconi che solo oggi potrà riprendere la produzione. – In genere qua i canali straripano quando piove forte, ma tanta acqua come questa volta non l’avevo mai vista. E’ venuta giù dal Parmignola. Alle 8,30 di domenica mattina ho chiamato il Comune per chiedere almeno dei sacchetti di sabbia da mettere alla porta di casa, dalla parte da dove stava continuando ad arrivare l’acqua. Mi hanno detto che erano terminati ma che ne avrebbero avuti altri. Poi è arrivata la protezione civile ma non li aveva. Ho richiamato nel pomeriggio, ma a oggi di sacchetti non ne ho visti neppure uno. E’ passata anche la Forestale, ho spiegato come stavano le mie mucche, poi non ho più visto nessuno. Quando piove la fogna non “tira”, eppure la bolletta la pago sempre. Domenica l’acqua ha cominciato a defluire alle 9 di sera». Nicoletta Menconi e la figlia hanno ripulito con le loro braccia l’azienda invasa dal fango. Le mucche dopo una giornata di stress, si sono riposate e ora la produzione di latte e prodotti caseari riprende.

A Battilana, si registrano danni alla Imt, officina meccanica di precisione dei fratelli Carlo e Laura Belloni. L’acqua è arrivata alla base dei macchinari per la realizzazione di pezzi meccanici per apparecchiature di precisione. «Dobbiamo verificare tutto», hanno detto dopo la notte del crollo del Muraglione. A Battilana si continua a spalare il fango. « Le ruspe hanno consolidato il punto del crollo, con blocchi di marmo a cui verrà aggiunto un terrapieno. – ha detto il consigliere Leonardo Buselli che vive a Battilana – Interventi anche per “tappare” fessure verticali nell’argine».

Cinzia Carpita

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