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Usura, condannati due professionisti

 Usura, condannati due professionisti

CARRARA. Promotore finanziario e commercialista condannati per usura. Si è concluso ieri il processo che vedeva sul banco degli imputati il promotore Bernardo Gatti (difeso dall’avvocato Andrea...

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CARRARA. Promotore finanziario e commercialista condannati per usura.

Si è concluso ieri il processo che vedeva sul banco degli imputati il promotore Bernardo Gatti (difeso dall’avvocato Andrea Lazzari) e il commercialista Luciano Iardella (assistito dal legale Enzo Frediani).

Il collegio giudicante del tribunale di Massa presieduto da Maria Cristina Failla, con a latere i giudici Ferri e Aracri, ha condannato Gatti a 3 anni e 4 mesi e Iardella a un anno e 4 mesi. È stato inoltre determinato un risarcimento di 30mila euro a favore della ditta Lucimar srl che si era costituita parte civile (assistita dall’avvocato Raffaella Nardone del foro della Spezia).

Il commercialista Iardella è stato inoltre interdetto per cinque mesi dalla professione ed è stata disposta la confisca di 21mila euro dal patrimonio di entrambi gli imputati. La vicenda prende le mosse da un prestito di 50mila euro, che, secondo l’accusa, la ditta di marmo carrarese avrebbe ottenuto proprio con la mediazione del gatti, presentatogli proprio da quello che da anni era il loro commercialista.

Come corrispettivo il promotore avrebbe avuto, tramite scritta privatra, una sorta di consulenza aziendale che veniva pagata mensilmente circa un milione e mezzo di vecchie lire. Quando la ditta ha trovato difficoltà a tenere il passo con le richieste di denaro sarebbe stata costituita una nuova società, di cui Gatti era dipendente e quindi stipendiato.

Insomma una vicenda complessa finita in tribunale con la duplice accusa di usura, aggravata dal fatto che entrambi gli imputati svolgevano un’attività di fiducia per quella che è diventata parte offesa e parte civile.

E l’iter giudiziario sembra destinato ad andare avanti con il ricorso in appello da parte del legale del commercialista. La linea difensiva portata avanti dal legale Frediani, rinunciando anche prescrizione, ritiene infatti che non vi siano responsabilità da parte del professionista che si sarebbe limitato a presentare ai titolari della ditta il promotore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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