Il Tirreno

Salta la raccolta, monta la protesta

Salta la raccolta, monta la protesta

Cittadini sul piede di guerra per i cassonetti stracolmi. L’assessore Schianchi: contatti in corso per avvicendare l’Aimeri

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AULLA. Ormai fuori da alcuni portoni del centro storico ci sono quasi montagne di sacchi di rifiuti in attesa di essere ritirati e in determinati posti i cassonetti sono stracolmi, con l’immondizia che trabocca fuori. Certamente, complice la seconda alluvione nel giro di un anno, il momento non è facile, ma l’esasperazione dei cittadini sta superando il livello di guardia, anche perché non è da ieri che la ditta Aimeri, che raccoglie i rifiuti per conto dell’Unione dei Comuni, versa in gravi difficoltà a causa della crisi che la sta attanagliando. Sulla questione abbiamo interpellato l’assessore all’ambiente, Giovanni Schianchi: «L’operazione di messa in mora dell’azienda da parte dell’Unione è stata completata e ora attendiamo le procedure successive. In due, massimo tre settimane, la querelle dovrebbe essere risolta e invitiamo la gente a portare ancora pazienza. Infatti, ci sono contatti in corso con soggetti privati, non con soggetti pubblici, per arrivare ad un avvicendamento con la ditta Aimeri nella raccolta dei rifiuti sul territorio. Nel frattempo, è l’amministrazione comunale a occuparsi della raccolta dei rifiuti nella parte nord del Comune, sempre di concerto con l’Unione, mentre il resto del territorio comunale è ancora servito dalla Aimeri».

Sicuramente, aggiungiamo noi, è impensabile che si possa andare avanti così fino a marzo, quando il contratto fra l’Aimeri, azienda di Rozzano di Milano, e l’Unione dei Comuni, giungerà alla sua naturale scadenza. Ricordiamo che la situazione di crisi della ditta Aimeri è precipitata nelle ultime settimane, con la raccolta dei rifiuti che avviene a singhiozzo sulle strade, mentre le prospettive future parlano di 10 licenziamenti nell’organico, otto operai e due amministrativi, in Lunigiana.

Infatti la Aimeri, che avrebbe un deficit di 130 milioni di euro a livello nazionale, sarebbe ormai priva di mezzi, poiché questi sarebbero rotti e non verrebbero sostituiti o riparati, e addirittura quei pochi che ancora circolano verrebbero riforniti di carburante con difficoltà, a causa del fatto che l’azienda lombarda non avrebbe nemmeno più il denaro per fare il pieno di gasolio. Una situazione che vede, come spesso accade, i lavoratori fra l’incudine e il martello, oggetto delle critiche dei cittadini/utenti, pur non avendo colpe per i crescenti disservizi, ma anzi dimostrando grande senso di responsabilità nel cercare di portare avanti la raccolta pur in una situazione di emergenza.(g.u.)

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