Finanza
Messa in sicurezza, servono 50 milioni
E’ la stima del Comune comprese le somme urgenze. In commissione evidenziato anche il problema cronico di Marina
CARRARA. «Sono necessari 45-50 milioni di euro per mettere in sicurezza il territorio», lo ha annunciato ieri sera l'assessore ai lavori pubblici, Massimiliano Bernardi, nel suo intervento in commissione consiliare congiunta lavori pubblici e ambiente. E lo ha poi confermato il sindaco Zubbani dopo il vertice in Provincia.
«Una cifra che comprende le somme urgenze – specifica Zubbani – e la messa in sicurezza. Ci rientrano quindi i problemi del Parmignola, il ponte Fabbricotti, i rami alti del Carrione, frane, viabilità, tombature varie. In tutto una trentina di interventi. Abbiamo fatto una cartografia dell’evento dalle cave al mare: circa 8 chilometri quadrati dentro cui ci stanno 10mila case e 2.800 esercizi commerciali. Non tutti alluvionati, ma dentro questo perimetro faremo le verifiche dei danni reali. Questa per ora è la macro indicazione che diamo alla Regione. Intanto il ripristino del territorio va avanti ma i tempi per tornare alla normalità non sono ora in grado di dirli».
L'alluvione di sabato notte ha anche evidenziato problemi del territorio già noti da anni. In commissione, il dirigente comunale del settore lavori pubblici, Sergio Altieri ha detto che a Marina l'attuale fognatura e il sistema dei canali è insufficiente a prevenire eventi come quelli di sabato notte, indipendentemente dal Parmignola che ha solo aggravato la situazione. Ha spiegato che le attuali fognature per il recupero delle acque e il reticolo idraulico dei canali non riescono a sfociare direttamente a mare per la presenza del porto. Restano così due soli punti in cui l'acqua può incanalarsi per giungere al mare: il Carrione e la Fossa Maestra – Parmignola. Il primo è in grado sostanzialmente di reggere ma il secondo no. La Fossa Maestra non sarebbe – sempre secondo quanto detto dal dirigente – in grado di smaltire tutta l'acqua che gli arriva. E in ogni caso il reticolo idraulico dei canali di Marina, a partire dalla Covetta fino a Battilana, non è in grado di smaltire efficacemente tutta l'acqua in caso di forti piogge.
Il Parmignola che interessa anche la zona di Fossone ha poi altri problemi. Ci sono i necessari lavori al ponte delle ferrovie. Inciderebbe anche la natura stessa del canale che è considerato “pensile” cioè più alto dei campi di alcuni metri poiché storicamente utilizzato per la loro irrigazione. Lo stesso argine del Muraglione presentava delle criticità note agli uffici comunali su cui però l'intervento – di competenza della Provincia – era “rinviato” in attesa di risorse.
A Bonascola non va meglio. L'assessore Bernardi ha fatto il resoconto dei problemi alla commissione riassumibili nel canale tombato Botria “esploso” in via Perla e nei canali di via Spondarella anch'essi “vittime” di tombature e scarsa manutenzione. «Sabato notte sono arrivati nel canale Botria decine di tronchi d'albero provenienti dalle frane delle colline sopra Bonascola, sono stati loro a provocare la fuoriuscita del canale creando un tappo nella tombatura», ha spiegato Bernardi. Su quanto ha influito la tombatura dei canali l'assessore racconta ciò che ha visto sabato notte: «Ero là assieme ad un tecnico del Comune. L'acqua si ritrovava nel percorso originale del canale tombato scivolando lungo via Perla».
Aiuti della regione. Sul ruolo che la Regione potrà avere nelle fasi di messa in sicurezza è intervenuto il presidente della commissione lavori pubblici Luca Barattini: «Dobbiamo lavorare in sinergia con la Regione per avere le risorse necessarie alla messa in sicurezza. Ad Aulla fischiavano Rossi nei giorni successivi all'alluvione, quando poi hanno visto come ha lavorato lo hanno acclamato. Dobbiamo mettere in condizione la Regione di aiutarci come ha fatto in Lunigiana».
Stop tasse, mezzi alla protezione civile. Dalla commissione è arrivata la richiesta di fermare i pagamenti delle tasse a famiglie e aziende alluvionate; e attrezzare di più le associazioni di volontariato.
Luca Borghini
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