Il Tirreno

La rivolta di via Comano: dovevano avvisarci prima

La rivolta di via Comano: dovevano avvisarci prima

«Alle tre e mezzo di notte non abbiamo potuto salvare mobili, libri e vestiti» Il racconto: quelle donne portate via nei gommoni ci hanno stretto il cuore

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CARRARA. «Ci dovevano avvisare prima, non alle tre e mezzo di notte. Così, forse, avremmo potuto salvare qualcosa in più».

È una rabbia sommessa quella dei residenti di via Comano. Qui, nelle tante traversine dove l’acqua ha raggiunto oltre un metro d’altezza, nei momenti di prima emergenza in tanti sono usciti di casa con il gommone. Ora tutti sono al lavoro. Fuori dalle casettine basse ci sono reti, materassi, mobili, televisioni e anche, incorniciato, un diploma di laurea. La gente si è rimboccata le maniche ma un po’ di amarezza rimane: «Se lo avessimo saputo prima qualcosa in più forse saremmo riusciti a portare ai piani alti ». È quello che ripetono un po’ tutti di fronte ai cumuli di roba da buttare.

«Quelle donne nei gommoni ci hanno stretto il cuore». Per un giorno intero, la domenica, in tanti sono rimasti barricati ai piani alti. Due donne sono state portate via di casa con i gommoni. E la scena, qui in via Comano ce l’hanno ancora tutti negli occhi.

«In quella casetta ci abita una donna anziana, invalida - racconta Elia Secchiari - Quando la situazione è volta al peggio le ho detto di venire da me, al piano di sopra non c’erano problemi. Ma lei fino all’ultimo è voluta restare a casa sua: “Mi faccio una pastina in brodo e rimango su”. Ma poi sono venuti col gommone a portarla via. È stata l’ultima, lei mica ci voleva andare via».

La gente qui è provata, sono state ore di angoscia, di terrore. E la preoccupazione è ancora tanta.

«Qui c’era un fiume». «In queste traverse, dove noi abbiamo le case, c’era un fiume. Si poteva arrivare solo con i gommoni. Noi eravamo barricati: sono stati momenti difficili» incalza Andrea Tonazzini.

Ora è il giorno della fatica, del lavoro e della pulizia per cercare di ritornare alla normalità.

«Ma da ora in poi la pioggia ci farà sempre più paura»: dice la signora Elia.

E lo sguardo va al giardino dove le tracce della devastazione ci sono ancora tutte: le piante di rosa sono infangate, l’erba è schiacciata. Per un momento cala la tristezza. Poi si ricomincia a pulire. (a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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