Il Tirreno

I sindaci contro Giubilaro «Faccia il suo lavoro»

I sindaci contro Giubilaro «Faccia il suo lavoro»

Zubbani, Pucci e il presidente della Provincia Angeli replicano al procuratore «Inaccettabile deriderci perchè ci mettiamo la faccia, pensi a perseguire i reati»

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MASSA. «Non ci derida, rispetti il nostro ruolo e pensi, piuttosto, a fare il suo lavoro». È dura e irritata la risposta che i sindaci Angelo Zubbani e Roberto Pucci e il presidente della Provincia Osvaldo Angeli al capo della procura Aldo Giubilaro. Il magistrato aveva a sua volta picchiato forte sugli amministratori, in modi che ora i sindaci definiscono “inaccettabile”.

«È ingrato e imbarazzantehe – scrivono – rispondere a un rappresenta di un ’istituzione dello Stato che è ovviamente anche un cittadino e come tale ha pieno diritto di esprimere opinioni e giudizi ma che se lo fa sovrapponendo i ruoli, abusa dell'autorevolezza che gli attribuisce la carica e questo solo fatto rappresenta un vulnus negli equilibri del sistema istituzionale locale».

Il dottor Giubilaro, proseguono Pucci & C. «si è abbandonato a giudizi che chiamano in causa, le forze dell'ordine, la procura, i tribunali, e, in primis gli amministratori locali. La loro colpa, una radicata miopia, noncuranza e incultura che hanno sostenuto nel tempo un sistema di negligenza e omissioni che sarebbe alla radice dello scempio ambientale. Il procuratore, in quanto magistrato, ha la funzione di perseguire chi trasgredisce le leggi. Intervenga, se intravede dolo o responsabilità che infrangono i codici, faccia il suo lavoro, senza guardare in faccia nessuno: apprezziamo e rispettiamo la magistratura per questo».

«Ci piace meno, però – aggiungono – che ponga il suo lavoro in contrapposizione a quello degli amministratori, sottintendendo che l'aumento degli esposti e delle denunce rappresenti, in questi tempi di mala politica, un sicuro, se non unico, riferimento per i cittadini».

In questi giorni, i sindaci e gli amministratori hanno cercato di far sentire la loro vicinanza alla gente colpita dai disastri, operando anche per garantire un efficace ed adeguato livello dei soccorsi, in un contesto di tensione sociale.

Lo stesso Procuratore riconosce che le sensibilità nei confronti dell'ambiente sono cambiate, così come le condizioni climatiche, delle quali non pensiamo che neppure un magistrato così severo voglia attribuire responsabilità a questi “improvvidi” amministratori».

Pucci, Zubbani e Angeli chiudono ricordando che «sono i cittadini a scegliere e giudicare i loro amministratori che, rappresentano l'istituzione più prossima alla loro comunità, per cui giudizi così “arditi” feriscono, con le persone, le stesse istituzioni locali, e soprattutto mal ripagano il lavoro prezioso che la magistratura, tutta, quotidianamente conduce. Questi amministratori, se pure imperfetti, sono espressione della volontà della comunità. Deriderli, perché vanno incontro ai loro concittadini, mettendoci la faccia ed assumendosi le responsabilità delle loro scelte è inaccettabile. Meritano maggior rispetto, come lo merita l'intera storia delle comunità di Massa-Carrara, che pur comprende anche tutti gli errori del passato, ma che nessun giudizio frettoloso, pur autorevole, potrà cancellare».

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