Il Tirreno

«Boschi e canali non curati»

«Boschi e canali non curati»

L’artista Del Sarto: i blocchi franati ci ricordino che la montagna va rispettata

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «L'avevo detto al sindaco, agli assessori, ai geometri comunali, a tutti: la prossima alluvione sarà peggio di quella del 2003. Nessuno mi ha voluto ascoltare»: è rassegnato lo scultore Mario Del Sarto. Sabato notte ha perso più di venti statue nella zona delle Canalie.

«La località Mortarola è abbandonata: i boschi non vengono più curati e i canali non sono puliti». Ma neanche lui si aspettava che dalla montagna che gli abitanti chiamano “Padre nostro”, sabato notte sarebbe arrivato un fiume di fango e tronchi che ha strappato decine di massi facendoli franare fino alla curva delle Canalie. Massi antichi depositati nei primi anni del '900 per tombare un torrente. Anche un blocco di marmo con i segni dei buchi fatti per “lizzare”.

Fango, massi e tronchi hanno distrutto un antico ponte, prima di inghiottire almeno 20 statue e distruggere il manto stradale poche centinaia di metri sotto la curva a gomito. «Non ho mai visto una cosa simile – prosegue passeggiando tra i massi Del Sarto – sono nato a Mortarola, conosco questi posti alla perfezione. E vedo come sono stati abbandonati negli anni. Questi sono i risultati». Ma Del Sarto non si scoraggia, il suo studio ha resistito alla forza dell'acqua. «Non ho perso nulla – dice stando su un piccolo sentiero da cui può vedere lo studio dall'alto - L'acqua è entrata nell'area esterna risparmiando le sculture e gli strumenti. Chiederò che alcuni massi caduti siano lasciati qui. Ci farò delle sculture per ricordare che la montagna va rispettata». (l.bo.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web