Il Tirreno

«Abbiamo perso tutto: siamo in ginocchio»

di Alessandra Vivoli
«Abbiamo perso tutto: siamo in ginocchio»

Maria Giumelli del bar West end : adesso dopo 41 anni sarà difficile ripartire Alimentari Micheloni: una settimana di lavoro perso, non possiamo riaprire

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CARRARA. Due locali, a pochi metri di distanza, punto di riferimento di un quartiere intero. Oggi, qui in via Comano, due storie di disperazione. Di chi, con la pioggia eccezionale di sabato scorso, ha perso tanto, quasi tutto. E si è subito rimboccato le maniche. Un bar, il Werst end, e un negozio, l’alimentari Micheloni, alle prese con la conta dei danni e con la difficoltà, enorme, di ripartire. Nel mezzo la grande solidarietà della gente: qui tutti hanno aiutato tutti. Amici, donne, si sono rimboccate le maniche e, ormai da giorni, stanno cercando con forza di tornare alla normalità. Anche se le cataste di mobili fuori dalle case, le macchine infangate, le bottiglie, la frutta ancora sporca e i divani inzuppati, testimoniano che la strada è ancora molto lunga.

«Il bar è distrutto, siamo in ginocchio. «Il bar è distrutto. Non so se ce la faremo a ripartire: siamo in ginocchio. È andato sott’acqua tutto: abbiamo perso anche un pacco intero di gratta e vinci». Un grido di dolore che arriva dal West end, un bar storico dalla zona: è aperto da 41 anni. Oggi la titolare, Maria Giumelli (con lei lavorano i figli Gianpaolo e Franca Pasqualetti), i suoi 75 anni ora li sente tutti: «Una cosa così non si è mai vista, l’acqua era dappertutto: pure le sigarette, i gratta e vinci. Tutto rovinato». È amareggiata la signora Maria, proprio lei che nella vita ne ha viste davvero tante: «Sono nata a Pontremoli - racconta- e nel 1958 con mio marito ci siamo trasferiti in Inghilterra. Lui lavorava come cuoco, nel ristorante di un versiliese. Io facevo la sarta. I nostri figli sono nati tutti e due là. Poi nel 1971 siamo venuti qui, abbiamo aperto il bar».

Un’attività frutto di tanta fatica, che la pioggia battente in quattro ore ha semi distrutto. «Sono andata io a tirare su il tombino, per fare defluire l’acqua - dice Maria - Non potevamo neppure aprire le serrande, l’impianto era in tilt. Dentro c’era un mare di fango: abbiamo dovuto buttare gelati, stecche di sigarette e un pacco di gratta e vinci intero».

«Per fortuna - interviene il figlio Gianpaolo Pasqualetti - abbiamo avuto tanti amici che sono venuti ad aiutarci a ripulire tutto. Ma i tempi per la riapertura sono ancora lunghi, mia sorella ha anche la casa allagata, in via Vicinale Macchia. È un momento davvero difficile».

Tutti, intanto, si danno da fare. Le bottiglie di bibite e liquore sono state quasi tutte ripulite. Il bancone è tamponato con degli stracci: «Ma sta gonfiando» fa notare Gianpaolo. E il fango, a poco a poco, sta scomparendo: «sono venute 5 donne a pulire” dice Maria.

«Non è solo colpa della pioggia».

Fuori dalla vetrina, sotto il cartello che reclamizza il “pane di Torano” e le “acciughe di Monterosso sotto sale” ci sono pacchi di pasta, lattine di olio ad asciugare. Ma cataste di merce all’alimentari Micheloni hanno dovuto buttarle.

«Abbiamo perso il vino, tutta la verdura, la frutta: l’acqua è arrivata all’altezza del primo piano degli scaffali - dice Massimo Micheloni, il padre del titolare, Maurizio - L’acqua è entrata proprio dentro, ha rovinato tutto, anche i mobili. Ora stiamo imbiancando, non c’è ancora la luce. Un po’ di roba dal banco frigo l’abbiamo salvata ma per tanta non c’era già più nulla da fare».

E da ieri, grazie alla collaborazione di amici che anche in questo caso si sono stretti attorno alla bottega di quartiere: tanto lavoro è stato fatto. Molto ne resta da fare.

«Ci vorrà come minimo un’altra settimana, giorni di lavoro persi che in un momento difficile come questo si fanno sentire» conclude Micheloni. E aggiunge: «Io non sono un tecnico, ma una cosa come questa non è mai sucessa. Non è colpa solo della pioggia. Qui è un problema di negligenza nella manutenzione del Parmignola. Altrimenti un metro d’acqua dentro alle casee ai negozi non ce l’avremmo avuto davvero. Anche con quel maltempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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