Trasporti
Sportelli informativi per i cittadini
Zubbani: li istituiremo per la modulistica sul risarcimento danni, ma ora gestiamo l’emergenza
CARRARA. Il Comune aprirà sportelli sul territorio per aiutare i cittadini che avranno bisogno di compilare moduli per richieste di risarcimento danni. E questo anche se la Provincia attiverà un suo apposito servizio. Lo ha detto ieri il sindaco Angelo Zubbani, a cui molta gente sta chiedendo come fare, avendo perso molte cose quando l’acqua ha inondato le abitazioni.
Per ora siamo ancora alla fase degli interventi di emergenza sul territorio, ha specificato il sindaco, «ma comprensibilmente la gente ha delle aspettative sui risarcimenti per i danni subiti, c’è però ancora da capire come coprirli economicamente», cioè da dove arriveranno gli aiuti finanziari. Zubbani attendeva la riunione prevista per ieri sera con il governatore Rossi a Massa, per sapere cosa si può aspettare il territorio dalla Regione.
«Ora ci sono interventi di somma urgenza, e poi ci saranno da fare i ripristini definitivi. Tutto ciò non può gravare sulla fiscalità cittadina, né possiamo rimanere con i debiti fuori bilancio. Vanno trovati soldi dalla Regione e dallo Stato. So che fra i cittadini dopo la grande paura ora c’è l’angoscia di sapere se possono recuperare almeno parte del valore dei beni persi». Intanto dovrà essere fatta un’istruttoria per poter ottenere risorse. E per questo ci saranno gli sportelli informativi sul territorio.
Per quanto riguarda altri servizi, il sindaco ha spiegato che l’Amia metterà a disposizione sul territorio degli “scarrabili” ed effettuerà il prelievo delle masserizie rovinate dall’acqua.
Fuori da molte case e condomini che hanno avuto i fondi allagati, la gente sta infatti ammassando tutto il materiale ormai da buttare.
Dopo le prime concitate operazioni nella notte fra il 10 e 11 novembre, per arginare l’acqua che entrava senza pietà nei locali, ora c’è “l’angosica due”: sgomberare ciò che il fango ha devastato. Ci sono condomini, come ad Avenza, dove le autopompe della protezione civile hanno lavorato ininterrottametne giorno e notte per svuotare gli scantinati allagati. Mentre gli inquilini guardavano con malinconia.
E la mente della gente ritorna all’alluvione del 2003: stesse scene. Montagne di mobili, divani, materassi, e altro. Tutto coperto di fango, e non più utilizzabile. Tutto portato fuori dalle abitazioni, per essere trasportato poi via assieme a tanti ricordi di famiglia.(c.car.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google