Attenzione
Spazzato via il laboratorio di Alberto Danesi
Tra Bedizzano e Colonnata produceva e vendeva souvenir, non ha più niente Gara di solidarietà di cavatori e camionisti, lanciato un appello sul web
CARRARA. Venti anni di lavoro spazzati via nel giro di due ore: Alberto Danesi, artigiano del marmo, che gestiva un laboratorio di souvenir sulla strada tra Bedizzano e Colonnata, racconta così, con le lacrime agli occhi, quello che è successo alla sua attività nella notte tra sabato e domenica.
Acqua, fango, alberi e detriti hanno spazzato via un lungo tratto di via Colonnata, a poche centinaia di metri dal paese di Bedizzano: proprio qui, in una località conosciuta come “canale dei Merlini”, sorgeva la sua attività, composta da un piccolo laboratorio artigianale e un box per la vendita di souvenir di marmo, tutti realizzati dalla sua famiglia. «L’alluvione di sabato notte ci ha portato via la vita, il lavoro e il pane», spiega con le lacrime agli occhi Alberto Danesi, che dal padre ha “ereditato” i primi attrezzi del mestiere, tutti ormai sepolti dalla frana. «Abbiamo sempre lavorato qui, tutto artigianato locale. Con la mia famiglia abbiamo sempre vissuto di questo, anche d’inverno quando i turisti sono pochi. Siamo sempre andati avanti onestamente e dignitosamente. Venivo a lavorare anche la domenica. Non abbiamo mai guadagnato molto, ma avevamo di che mangiare», spiega Danesi, che mandava avanti l’attività insieme alla moglie e ai due figli. Sotto il fango e i detriti ha perso tutto: una fresa, il trapano, due tornii di cui uno regalatogli dal padre e perfino il materiale appena arrivato per un nuovo ordine. «Stamani dalla banca mi hanno chiamato dicendomi che ho cinque giorni di tempo per rientrare di un prestito, ma se non lavoro come posso fare?» racconta ancora Danesi.
E’ il momento dello sconforto e dello smarrimento, anche perché lo scenario che si apre davanti agli occhi di chi arriva qui, a due giorni dall’alluvione, è veramente drammatico: la strada è stata completamente risucchiata dalla frana e al suo posto c’è solo un enorme cumulo di macerie, sovrastate da imponenti blocchi di marmo, precipitati a valle da un vecchio ravaneto e che, squarciando il bosco, sono arrivati fino al Morlungo e alla strada delle Canalie, qualche tornante più sotto. Un panorama apocalittico, che però, spiega ancora Danesi, «nessuno è ancora venuto a vedere»: quel nessuno sono i vertici dell’amministrazione carrarese, che si sono fatti sentire al telefono, ma senza recarsi di persona sul posto.
L’unico politico a farsi vedere da queste parti è Maria Elena Musetti, consigliera del Pdl, che abita a Bedizzano impegnata in una vera e propria “campagna di sensibilizzazione” sulla devastazione subita al monte. Rabbia e sconforto, dunque, che però non fanno venir meno la voglia di ricominciare: «La stagione buona per noi parte a marzo, ma io devo iniziare a lavorare prima, per avere qualcosa da vendere – spiega Danesi – Domani ho un incontro con una persona, spero di riuscire a prendere in affitto uno spazio… e poi ho bisogno di un po’ di solidarietà. Camionisti e cavatori mi hanno promesso di devolvermi il corrispettivo di una giornata di lavoro e anche a Colonnata è partita una raccolta fondi. Con i miei figli poi abbiamo lanciato una richiesta di aiuto via Facebook, sperando così di sensibilizzare il numero maggiore di persone. Per ricominciare – conclude Danesi tra le lacrime – ho bisogno dell’aiuto dei miei concittadini».
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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