Il Tirreno

Piana sott’acqua, sfollati a Nicola

Situazione ancora critica per case e aziende dell’Ortonovese. Riaperta la via litoranea di Marinella

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ORTONOVO. La grande paura è passata ma ha lasciato profonde ferite nella bassa Val di Magra.

Mentre ad Ameglia il fiume non ha esondato e quindi ha risparmiato altri danni ad un territorio già ampiamente martoriato dalla furia delle piene (si contano qualche smottamento lungo la strada che da Bocca di magra conduce al Monastero di Santa Croce e quella che porta a Montemarcello e tutti gli evacuati sono rientrati nelle loro case), a Ortonovo il reticolo minore (fatto di torrenti, fosse, ruscelli, canali minori) e diverse frane hanno reso critica la situazione.

Si contano due smottamenti importanti in quel di Nicola, nei due lati del paese che hanno anche compromesso il sistema fognario.

I colatori minori sono ingrossati fino a diventare delle vere e proprie bombe d’acqua che hanno trasportato tanti metri cubi di detriti.

La situazione quindi resta critica all’Annunziata e in altri punti tanto che deve essere monitorata costantemente.

Restano fuori casa gli evacuati del borgo di Nicola dove alcune abitazioni restano al momento inagibili e in località Serravalletta dove incombe una frana.

I canali minori hanno avuto problemi anche in quel di Castelnuovo Magra dove l’asta del Maggiore e il canale degli Orti hanno subito danni nelle sponde.

Aumentano poi i danni subiti dall’economia agricola in tutta la bassa Val di Magra dove sia le piccole aziende che i tanti hobbisti si ritrovano con campi e orti sotto una coltre spessa di fango.

Rimane ancora critica la situazione a Marinella, area colpita duramente dal maltempo e dalle mareggiate. Qui il sindaco Massimo Caleo ha concentrato l’attenzione (e le forze) per tentare di portare via i metri cubi di fango e detriti che si sono accumulati nei giorni scorsi. «Cercheremo di riaprire le strade ancora interdette alla circolazione» ha rassicurato Caleo.

Fino al pomeriggio di ieri, nonostante il lavoro svolto ininterrottamente per tutta la giornata, non era sicura la riapertura della viabilità nel tratto chiuso di Marinella. Poi in serata l’agognata riapertura. I danni inferti in questa zgona di litorale di confine tra la provincia spezzina e quella di Massa Carrara ogni caso hanno sicuramente influito sulla richiesta di calamità naturale fatta dal sindaco sarzanese assieme al collega di Carrara, Angelo Zubbani.

Area che va ricordato da anni subisce allagamenti sia dovuti alle mareggiate che alle acque che non defluiscono al meglio.

Le belle giornate previsti dai meteorologi almeno fino al weekend offrono l’opportunità di valutare attentamente i danni inferti a questo territorio e di porre rimedio ove possibile, nella speranza che una simile devastazione non debba tornare.

Purtroppo se da un lato la macchina degli aiuti ha funzionato molto bene, dall’altra il territorio non sembra in grado di resistere a lungo a simili piogge, così intense e concentrate nel tempo.(f.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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