Sicurezza
Parti volanti in autostrada, j’accuse del Pdl
Il consigliere regionale Jacopo Ferri: donne a rischio dopo la chiusura del punto nascita di Pontremoli
PONTREMOLI. «Un altro “parto volante” e si continua a mettere a rischio l’incolumità di altri».
Inizia così l’intervento firmato da Jacopo Ferri e da Stefano Mugnai, consiglieri regionali del Pdl, i quali puntano ancora il dito sulla chiusura del punto nascita del Sant’Antonio Abate.
«Il direttore generale dell’Asl 1, Maria Teresa De Lauretis e il primario di ginecologia ostetricia, Paolo Migliorini - proseguono i due - avevano affermato che con la loro nuova organizzazione tutto sarebbe filato liscio per le donne della Lunigiana. Invece, la chiusura del punto nascite di Pontremoli e il successivo graduale azzeramento della funzionalità e l’efficienza del percorso nascite presso il medesimo ospedale, ha continuato e sta continuando a determinare nascite volanti, disservizi, disagi e costi per le donne e per le famiglie della Lunigiana. Di recente, infatti, c’è stato l’ennesimo caso di parto per “strada” nella circostanza aggravato da un episodio che dovrà essere chiarito. Una giovane donna residente a Pontremoli, in dolce attesa, si è presentata all’ospedale lamentando dolori. Il medico presente, ligio alle rigorose procedure imposte dall’Asl, ha constatato la presenza di una dilatazione tale da consigliare alla donna di raggiungere il dipartimento materno infantile dell’Opa a Massa. Lì giunta, la ragazza è stata sostanzialmente respinta e rispedita a casa, da dove però poco dopo essere arrivata è dovuta ripartire in tutta fretta e con l’ambulanza a sirene spiegate per l’evidenza di un parto prossimo a maturare. Tanto prossimo che l’ambulanza ha così dovuto dirottare la giovane sull’ospedale della Spezia, anziché sull’Opa, dove ha partorito “al volo” e per fortuna senza complicazioni, nella sala monitoraggio, cioè senza neppure arrivare alla sala parto».
E l’affondo di Ferri e Mugnani: «Tutto è bene quel che finisce bene, ma quand’è che si smetterà di far correre rischi alla nostra gente? Sono state fatte a nostro danno le scelte che sappiamo, giustificandole, per poi essere smentiti dai continui episodi a rischio, dimostrando così, secondo noi, di non voler fornire un servizio adeguato su Massa per le donne della Lunigiana, costringendole a spese che di questi tempi si risparmierebbero volentieri. Che sia necessità di tagliare, o cos’altro, poco importa. Importa invece e preoccupa che si continui a giocare sulla pelle degli altri. Troppo facile, ma troppo pericoloso per i lunigianesi. Chiederemo nuovamente al presidente Rossi e all’assessore Marroni di intervenire, prima che sia troppo tardi».
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