Proteste
INCUBO ALLUVIONE
MASSA. I vigili del fuoco hanno una lista di interventi che supera le 600 richieste. Finora ne hanno smaltite quasi 150, ma i fossi restano gonfi e non si sa più dove versare la melma che viene...
MASSA. I vigili del fuoco hanno una lista di interventi che supera le 600 richieste. Finora ne hanno smaltite quasi 150, ma i fossi restano gonfi e non si sa più dove versare la melma che viene aspirata. È questo che sta rallentando il ripristino della normalità. Ma non solo.
Se si eccettua lo sforzo dei pompieri sembra che l’organizzazione degli interventi lasci a desiderare. Ancora troppe case allagate e, soprattutto, in più posti non si sono visti tecnici. Per questo se alla gente si chiede dell’efficacia dei soccorsi la risposta è: «Sono lenti e poco disorganizzati».
Il problema è nato dopo l’alluvione che si è abbattuta nella Maremma, più grave di quella apuana e che ha convogliato le forze previste in un primo momento per Massa-Carrara qualche chilometro più in giù. Insomma, stanno facendo praticamente tutto con le loro forze quelli della Protezione civile. E questo purtroppo comporta ritardi ed errori. I massesi, però, non vogliono sentire ragioni e continuano a tempestare di chiamate tutti i centralini delle emergenze.
Basta fare un giro per la città per farsi un’idea del lavoro che c’è ancora da fare. Ci sono i nuovi smottamenti che portano via tempo e soprattutto sottraggono forze. «Basterebbe che chi ha subito i danni minori - dicono dal comando provinciale dei vigili del fuoco - si mette una mano sul cuore e non ci chiamasse in continuazione».
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