Il Tirreno

Traditi dall’argine che doveva proteggerli

di Cinzia Carpita
Traditi dall’argine che doveva proteggerli

Battilanesi ancora choccati, ma la comunità reagisce con la solidarietà Il consigliere Buselli: c’è molta rabbia ma nessun piagnisteo, tutti si aiutano

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Una comunità ferita, tradita da un muro storico che sta lì da 68 anni e che credevano li avrebbe protetti per sempre. Invece il Muraglione ha ceduto alla piena del Parmignola. E ieri, lo scenario della campagna ancora allagata dall’ondata che ha invaso le case e le attività produttive, e il fango che colora uniformemente il paesaggio dappertutto, hanno raccontato la storia di una piccola comunità di circa 700 abitanti, che si sono ancor più stretti fra loro, per aiutarsi.

«Qua la gente ha reagito, senza piagnistei. C’è molta rabbia perché in questi casi si cerca sempre un capro espiatorio. Ma non c’è nessuna rassegnazione di fronte al disastro. Questo è un paese molto solidale, dove nessuno ha voluto lasciare le proprie case allagate: qualcuno è andato da parenti, nell’immediata emergenza, ma poi è tornato a pulire. Nessuno della collettività ha lasciato i vicini di casa senza un aiuto». Il consigliere comunale Leonardo Buselli, che abita a Battilana, e lì conosce un po’ tutti, in questi giorni va in giro dappertutto, nella zona alluvionata, con gli stivaloni da pescatore. Si accerta di come stanno andando le cose.

«Da ieri sera la falla sull’argine del Parmignola è stata chiusa, le ruspe non hanno mai mollato, e neppure la protezione civile che ha soccorso la gente».

Ma la “toppa” fatta di terra, cemento e blocchi da scogliera, è provvisoria. Oggi è previsto un sopralluogo del Genio civile, e della Provincia che ha la competenza per gli argini: lo annuncia Gianluca Barbieri responsabile provinciale della protezione civile. Ora, fra i commenti della gente, si dice che da tanto tempo, filtrava acqua dall’argine. Lo conferma Buselli: «Sì, si vedevano infiltrazioni» (che forse nulla hanno a che fare con quanto accaduto). Ma quell’enorme muro della Linea Gotica non aveva mai fatto paura. Anzi, segnava un confine ben visibile con la Liguria, dando uno specifico valore geografico a Battilana

«Noi i corsi d’acqua li controlliamo, Ma questa volta la forza del fiume è stata enorme – dice Barbieri – sono caduti in tre ore 181 millimetri di pioggia, mentre nell’alluvione di Aulla in tre ore ne caddero 177. Qua è stato un evento incredibile». Tanto da mettere in ginocchio anche diverse attività produttive a Battilana, come quella della ditta della famiglia Devoti, che ha subito danni ingenti (di cui parliamo nell’articolo qui sotto).

«I macchinari sono finiti sott’acqua» dice Alberto Devoti «il nostro lavoro è fermo». «Speriamo di poterli riattivare», commenta Brunella Devoti. Poi guarda i vicini, ha un pensiero anche per loro: «Hanno avuto la casa allagata». «Quando è arrivata la telefonata di allerta alle 2 e mezzo – racconta Egidio Musso – non era ancora accaduto nulla, poi alle 5 abbiamo visto arrivare l’acqua. Abbiamo chiamato la protezione civile e ci hanno detto che era crollato l’argine. Potevano avvisarci prima?Forse avremmo potuto mettere in salvo almeno le auto». Difficile ricostruire minuto per minuto la nottata fra sabato 9 e domenica 10 novembre.

Nella casa si spala, nel laboratorio pure. Gli sguardi, da una parte all’altra della strada, si incontrano. C’è tanta solidarietà.

La vita nelle tante abitazioni case sparse nella campagna battilanese ieri stava lentamente tornando alla normalità, anche se per eliminare completamente i segni dell’alluvione occorreranno ancora diversi giorni.

La comunità di Battilana è compatta e rialza la testa, anche grazie al comitato Battilana ’95, dal 2000 Associazione ufficiale di volontariato, presieduta da Gianni Belletti.

Il centro sociale, con bar, per gli alluvionati ha preparato tanti pasti, er era pronto ad accogliere i commensali che si fossero presentati.

Ma per lo più la gente ha chiesto pasti a domicilio distribuiti dalla protezione civile. Al Centro, a due passi dalla chiesetta appena ristrutturata, ci vanno gli anziani, ci vanno un po’ tutti perché è diventato un punto di riferimento per i battinalesi. «Gli abitanti, per statuto sono tutti soci, ma ci sono anche tesserati di altre zone. – racconta Belletti – Aiutiamo famiglie bisognose, abbiamo donato, con raccolte di soldi, macchinari all’Asl e alla Pubblica assistenza. I fondi li troviamo con le sagre estive. Siamo il centro vitale del paese. Qui ci si aiuta a vicenda». Ancor più, dopo la notte della grande paura, quando il Muraglione è crollato.

GUARDA LE FOTOGALLERY

E COMMENTA

WWW.ILTIRRENO.IT

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze