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«Mini tempesta tropicale ma l’allerta era moderato»

«Mini tempesta tropicale ma l’allerta era moderato»

L’assessore Vivoli chiede un nuovo sistema di allerta e “poteri speciali” per eliminare il rischio idraulico. «La difesa del suolo fuori dal patto di stabilità»

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MASSA. Il Comune chiede lo stato di calamità naturale: è la quarta volta dal 2009. Da allora ogni anno c’è un’emergenza, e questa di San Martino 2012 è addirittura la più grave della serie. «Sì, le prime valutazioni ci dicono che è stato così: si è trattato di un evento almeno di pari intensità dal punto di vista meteo, 250 millimetri di pioggia in meno di due ore che sono, per dare un’idea, 250mila tonnellate di acqua per ogni chilometro quadrato. Ma è stata più estesa: ha interessato non solo le colline ma anche la zona di pianura.

È stata solo meno tragica», dice Loreno Vivoli, assessore alla Protezione civile. Eppure, l’allarme meteo diramato dalla Protezione civile nazionale parlava di allerta moderata (livello 1). «Ci siamo resi conto già alle 23,30 che eravamo di fronte a un evento ben più forte, ma se lo avessimo saputo prima avremmo chiuso prima le strade e gli esercizi pubblici, era sabato c’era un sacco di gente per strada... Soprattutto, ci saremmo attrezzati meglio. Comunque avevamo al lavoro 24 persone divise in 8 squadre, più i vigili urbani. Abbiamo lasciato sola tanta gente? Vero, ma non potevamo fare di più», sostiene ancora Vivoli, per il quale siamo di fronte a mutamenti climatici che «creano le condizioni» per mini tempeste tropicali. come quello della notte scorsa. Per questo chiediamo alla Protezione civile un sistema di allerta adeguato a queste mutate condizioni».

E adesso il Comune chiede “poteri speciali”. «Chiediamo che al governatore Enrico Rossi, che sarà probabilmente nominato commissario per l’emergenza, sia attribuito il potere di fare eseguire d’autorità le “stombature” dei corsi d’acqua incanalati e resi così pericolosi», enuncia Vivoli a nome dell’amministrazione Pucci. «Chiediamo, inoltre che i costi degli interventi per la difesa del suolo vengano esclusi dal patto di stabilità che vincola i Comuni». «Chiediamo infine che gli interventi di messa in sicurezza siano realizzati in deroga ai vincoli del Sin (i vincoli di bonifica)», dice ancora l’assessore.

Perchè, aggiunge, «non possiamo aspettare la burocrazia del ministero prima di intervenire. I nuovi ponti sul Ricortola che avrebbero evitato parte del disastro sono già finanziati dalla Regione e il Comune ha già pronto il progetto. Ma i lavori non partono perchè devono superare i vincoli del Sin. Non è tollerabile».(c.f.)

 

 

 

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