Il dolore
Esposto di Legambiente: allagamento annunciato
MISEGLIA. Esposto in procura di Legambiente in seguito all’allagamento di Miseglia, «attribuibile - si sottolinea - a responsabilità umane ben più che alle forti precipitazioni di sabato notte». «Su...
MISEGLIA. Esposto in procura di Legambiente in seguito all’allagamento di Miseglia, «attribuibile - si sottolinea - a responsabilità umane ben più che alle forti precipitazioni di sabato notte». «Su Miseglia - ricorda l’associazione ambientalista - incombe il ravaneto di Calocara i cui detriti hanno colmato l’omonimo Fosso che scorreva a lato di Miseglia, fino a raggiungere il Carrione. Si tratta di una situazione già fragile poiché è evidente che se il Fosso di Calocara dovesse intasarsi, le sue acque potrebbero straripare ed invadere Miseglia. Può sembrare incredibile ma, a trasformare questa eventualità naturale in sistematica certezza, ci ha pensato l’uomo: una vera irresponsabile follia. All’uscita della galleria dell’ex ferrovia marmifera, infatti, le arcate del ponte di via Miseglia superiore sono state murate, lasciando solo qualche piccolo foro per consentire lo scolo delle acque in occasione di brevi piogge. È stata cioè compiuta la scelta, certa, di far sì che, in occasione di forti precipitazioni, l’intera portata del fosso esca dall’alveo e scenda verso valle utilizzando come alveo le strade del paese. L’unico accorgimento, adottato nel 2009, è la realizzazione di una vasca di sedimentazione al piede del ravaneto, per raccogliere parte dei fanghi dilavati dal ravaneto stesso. La vasca (per il suo argine) rappresenta un ulteriore sbarramento del fosso ed ha un volume tale da essere riempita in un paio di minuti di intense precipitazioni. Così, come già avvenuto troppe volte, per le quattro ore del nubifragio di sabato notte, le acque cariche di fango sono state dirottate lungo le strade di Miseglia, allagando i piani bassi delle abitazioni». E aggiunge: «Il 28 dicembre 2010, dopo l’ennesima invasione di Miseglia da parte di acque e fanghi, abbiamo chiesto al Comune una serie di interventi immediati, tra i quali lo svuotamento della vasca di sedimentazione e un’ordinanza alle cave di rimuovere tutti i cumuli di terre. Ma, soprattutto, abbiamo chiesto al Comune di ordinare la rimozione completa del ravaneto di Calocara (a spese delle cave) e la riapertura delle arcate del ponte. L’inerzia degli amministratori evidenzia le loro attente premure verso le cave: anziché arrecare ad esse il fastidio di rimuovere il ravaneto, hanno preferito condannare gli abitanti di Miseglia ad essere allagati ad ogni forte pioggia». Da qui la richiesta: che la Procura della Repubblica proceda verso i responsabili, per omesso intervento e danno procurato.
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