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«Danni per 5 milioni bisogna sospendere tutti i pagamenti»

«Danni per 5 milioni bisogna sospendere tutti i pagamenti»

Sodini (Cna): la reazione degli imprenditori è stata splendida «Ma serve subito una mano. E si chieda lo stato di calamità»

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MASSA. Il danno provocato dalla bomba d’acqua che si è abbattuta come una furia sulle imprese del polo artigianale ex Fibronit , è secondo la Cna, di almeno 5 milioni di euro. Tra macchinari, attrezzature, prodotti e materie prime danneggiate, compromesse e andate completamente perse. Ma la conta non è ancora finita.

Serviranno settimane, e questo è inevitabile, prima che la produzione e le attività possano tornare a pieno regime. Da qui la richiesta di Cna di attivare subito il percorso per «sospendere tutti i pagamenti delle imprese danneggiate, così da permettere loro di ripristinare, al più presto, l’attività produttiva. Questo evento può mandare ko le imprese del territorio - afferma Dino Sodini, presidente provinciale Cna - la priorità è ora quella di congelare mutui, contributi e versamenti che le imprese devono sostenere. Da parte del governo locale, regionale e nazionale ci deve essere la consapevolezza che si deve subito reagire e mettere in condizioni le imprese di tornare operative». Per Sodini l’altro passaggio è la richiesta di stato di calamità naturale: «Un atto inevitabile per un territorio martoriato mentre agli istituti di credito chiedo di non mettersi le mani negli occhi e di diventare protagonisti anche in questi momenti delicati del territorio e non solo quando c’è da prendere». Sodini loda la risposta delle imprese all’emergenza: «Da parte delle imprese, dei lavoratori c’è stata una dimostrazione di massima efficienza incredibile, solidarietà ed attaccamento che ci piacerebbe ritrovare anche nei nostri amministratori. Una reazione che evidenzia come il nostro tessuto imprenditoriale sia vibo».

Tornando alle imprese, per quanto riguarda la Omset il fango e l’acqua sono penetrati all’interno dei circuiti e dei motori delle sofisticate macchine a controllo numerico dell’azienda, che produce pezzi di altissima precisione per il settore del lapideo e non solo. Compromessi decine di macchinari, che ora necessitano di essere revisionati prima di valutarne lo stato di salute. Il danno supera - secondo una prima ed approssimativa stima del titolare - il milione di euro. «Non mi sarei mai immaginato di vivere una situazione come questa - afferma il titolare Sauro Sodini - la nostra azienda è distrutta».

Infine, la Mate: amici, parenti e dipendenti hanno lavorato quasi due giorni per ripulire il capannone della Mate Antincendi di Matteo Della Pina. L’acqua nel capannone è salita fino a 50 centimetri. «Il fango è entrato nei funzionalità dei macchinari necessari ed indispensabili per la nostra tipologia di attività».

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