Sicurezza
Danni per 4 milioni: Zubbani furioso
Duro j’accuse del sindaco: a Bonascola si pagano anni di incompetenza Parmignola: 3 progetti di consolidamento interrotti per mancanza di soldi
CARRARA. Quattro milioni di danni alle strade e ai canali. Mille richieste di intervento ai centralini del Comune. Un campo base, allestito a CarraraFiere, che ha triplicato il numero dei letti: ieri sera erano 10 gli sfollati dalle case di Marina, 40 da Ortonovo e 30 da Massa. Un paese intero, Bedizzano, senz’acqua per la chiusura della sorgente. Un’altro, Sorgnano, dove per metà delle famiglie i rubinetti sono a secco. E, infine, un fiume, il Parmignola, dove le criticità sono tre. E altrettanti i progetti interrotti per mancanza di fondi.
Sembra un bollettino di guerra. Ed è solo il primo bilancio dopo la bomba d’acqua che, sabato notte, ha colpito al cuore la città lasciando un scia di acqua, fango e tante polemiche.
L’emergenza è ancora in corso e non solo perché l’allerta meteo è stata prolungata fino alla mezzanotte di oggi, ma anche perché per il territorio, e stavolta il sindaco Zubbani lo dice a chiare lettere, sta pagando con allagamenti e strade esplose «anni di incuria e disattenzione, e progetti lasciati a metà per mancanza di fondi».
La conta dei danni. Quattro milioni di euro. È questa la stima dei danni, relativa alla prima messa in sicurezza, per gli interventi pubblici. Un milione e 700mila per le strade (non è compresa la situazione delle Canalie), 2 milioni per i canali e dai 2 ai 300mila euro per gli edifici pubblici che dovranno essere monitorati. Intanto sono 1000 le richieste di aiuto giunte ai centralini del Comune da parte dei privati per case, cantine e macchine danneggiate. «Ho promesso ai cittadini di dare battaglia - annuncia Zubbani - per far valere anche le loro richieste».
Disagi e frane ai monti, disastro alle Canalie. La disamina del sindaco comincia dal monte. E precisamente dalla frana fra Bedizzano e il Calaggio: i lavori di ripristino sono in corso, entro domani, assicura il sindaco, contiamo di aprire un primo varco. Più complessa la situazione alle Canalie: «La quantità di materiale da asportare è enorme, ad oggi non sappiamo i tempi di ripristino della strada».
«Sottovalutata la situazione di Carrara». Il sindaco parla chiaro. «Ai tavoli istituzionali è stata sottovalutata la gravità della situazione di Carrara - dice - Forse per la concomitanza con Massa, non ne faccio una questione di campanile, ma da noi ieri mattina si girava ancora in barca. Mancavano uomini e mezzi. Ho protestato con i presidenti di Regione e Provincia, mi auguro che un atteggiamento simile non si ripeta».
Marina: 10 idrovore in azione. Le situazioni di massima criticità riguardano Marina est, ovest e tutta la zona di Battilana. «Qui sono in azione 5 nostri messi e altri sei che sono arrivati a darci manforte - spiega il sindaco - Simo in attesa di un’idrovora da 50mila cavalli, da Spezia, che posizioneremo alla Fossa Maestra».
«Poteva essere una catastrofe». È una presa di posizione netta del sindaco. Sul Parmignola: «Sull’asta di quel fiume ci sono tre criticità. A monte, al confine fra Fossone e Ortonovo, c’era un progetto in corso, ma l’appalto è stato bloccato - spiega - Per quel che riguarda l’attraversamento del’Aurelia solo il primo lotto di consolidamento è stato portato a termine. Il secondo, che è quello funzionale, è bloccato, nonostante il finanziamento di 500mila euro della provincia. E infine per quel che riguarda il Muraglione è stato rafforzato solo il primo tratto dell’argine, per 150 metri partendo dalla passerella. I lavori dovevano proseguire fino al ponte Fabbricotti: ma tutto si è interrotto per mancanza di fondi». Quei fondi che devono arrivare e che in una lettera congiunta (la seconda da quest’estate) Zubbani e il sindaco di Sarzana Caleo sollecitano ai presidenti delle regioni Toscana e Liguria. Mettendo nero su bianco: «Poteva essere una catastrofe».
Bonascola: si è costruito sui fiumi. «A Bonascola si pagano anni di incompetenza». Il sindaco parla chiaro: hanno fatto costruire su fossi strade e case. Ora questi torrenti stanno esplodendo, ho toccato con mano la disperazione della gente. Non voglio fare il primo della classe, ma questo è il risultato di anni di disattenzione e incompetenza. Oggi non basta più evitare quel tipo di scelte; dobbiamo recuperare spazi e mettere in sicurezza situazioni ad alto rischio».
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