Il Tirreno

Bonascola bloccata: gara di solidarietà per una malata di Sla

Bonascola bloccata: gara di solidarietà per una malata di Sla

Accesso negato anche alle ambulanze, scatta l’allarme Il medico di famiglia va a visitarla a piedi in mezzo al fango

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CARRARA. Una strada che il torrente, tombato, si è ripreso con violenza. E una storia di malattia e solidarietà: in una casa isolata, nel quartiere di Bonascola alta flagellato dal maltempo, vive un’ammalata di Sla. L’ambulanza non avrebbe potuto accedervi: il medico di famiglia non ha esitato a percorrere la strada a piedi, in mezzo a l fango e alla’cqua ancora alta, per poterla andare a vistare e portarle le medicine necessarie. Quelle che hanno evitato il ricovero ospedaliero a causa di una brutta infezione polmonare.

Una storia a lieto fine perché anche gli operai addetti alla pulitura della strada ci hanno messo un pezzo di cuore. E la figlia della signora ammalta, nella sua pagina Facebook ha ringraziato pubblicamente. Con parole semplici e toccanti: «Giuro che prima di stasera gliela faccio una foto a quell'uomo, un'operaio con gli stivali gialli, sulla ruspa che è da stamani alle 6.45 che sta a lavorare nella strada, ha fatto un lavorone - scrive Francesca Mosti - È un grande e credo che entro stasera almeno una corsia sarà accessibile. Grazie, grazie, grazie di cuore!»

La strada, via Bonascola, si è aperta in una voragine di asfalto e fango proprio sotto il loro condominio. In quella palazzina di via Acquafiora, al numero uno, dove vive con la sua famiglia Rita Ussi, la coraggiosa ammalata di Sla che da anni, con tenacia, combatte la sua battaglia contro la malattia.

E per Rita quella strada interrotta ha rappresentato un vero e proprio incubo: perché neppure un’ambulanza avrebbe potuto raggiungere la loro casa. La figlia, Francesca Mosti, ha documentato le immagini del disastro di Bonascola sulla sua pagina Facebook, e proprio sul social network, nelle prime ore della mattinata di ieri ha espresso anche tutta la sua angoscia per quei sassi e quei tronchi che invadevano la carreggiata. Anche perché la madre Rita aveva problemi polmonari, e si pensava fosse necessario per lei un ricovero in ospedale.

La solidarietà ha vinto su tutto. Quella del medico di famiglia: «Il dottor Francesco Bonvini - spiega la figlia Francesca - é un santo. Non solo per quello che ha fatto oggi, ma per quello che ha sempre fatto per mia madre».

E quella di chi ha lavorato ininterrottamente per sgombrare la strada e dare una possibilità in più a una persona già alle prese con il calvario di una terribile malattia.

Intanto, sul fronte dei disagi la situazione di Bonascola (come scriviamo in un altro servizio) è ancora molto critica.

«Ho fatto da poco un nuovo sopralluogo, i torrenti tombati continuano ad esplodere - ha sottolineato nella conferenza stampa di ieri il sindaco Angelo Zubbani - in questo momento la situazione è drammatica dal centro commerciale fino a via Perla e via Acquafiora. Qui il fatto è che sui corsi d’acqua, nel corso del tempo, hanno costruito strade e case: questo è il risultato, disastroso, di anni di disattenzione e incompetenza».(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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