Proteste
Pizzeria devastata
Mariotti: «Ore a spalare fango». Odissea di un automobilista
CARRARA. Una notte a spalare fango, e ieri erano ancora tutti lì: Giorgio Mariotti titolare dell’omonima pizzeria in via Bonascola, e i ragazzi che lo hanno aiutato. Assieme a privati che con ruspe hanno liberato l’ingresso del suo esercizio, dai tronchi e altro materiale portato da un fiume di acqua che ha invaso la strada scendendo da un canale tracimato più a monte.
La collina di Bonascola, e la sua popolazione, sono state ferite: dal parcheggio del Conad, stracolmo di auto, si vede sul monte (zona di via Spondarella) una lunga striscia di terra rossiccia. E’ come un graffio nel verde; uno smottamento che molti osservano con preoccupazione. Mentre l’acqua continua a scendere a fiotti sulla via, Giorgio Mariotti guarda la sua pizzeria: «Stanotte nel mio locale è entrato un metro di acqua, sulla strada c’erano bidoni dell’immondizia che venivano giù galleggiando. Meno male che ho avuto l’aiuto di privati e di ragazzi che volontariamente si sono messi a spalare».
Più su, verso Ca’ Michele, la strada in un punto è quasi una voragine. L’acqua si è portata via l’asfalto, e scendendo ha invaso la pizzeria. «Una bomba d’acqua – ricorda Mariotti – E ora sto buttando via la roba», cioè la farina e altri prodotti resi inutilizzabili dal fango.
Ci sono storie in quel tratto di strada dove ieri si sono concentrate le ruspe, i vigili urbani a deviare il traffico, e gli abitanti a commentare il disastro.
C’è la storia di Paolo Andrei, che il destino ha fatto incrociare con quella di Stefano Nicoli (di cui parliamo nell’articolo di sopra).
«Stanotte in auto stavo tornando a casa. Ero in via Bonascola e prima di arrivare alla pizzeria Mariotti mi sono dovuto fermare: c’era un lago. Improvvisamente un’onda ha coperto la mia Audi, allora ho aperto il finestrino e ho pensato che era meglio se non scendevo dall’auto: infatti l’acqua arrivava proprio la finestrino e non potevo aprire la portiera. Sono stato fermo lì, per quaranta minuti. Improvvisamente ho visto una Panda (quella di Nicoli ndr.) che dal parcheggio veniva trascinata giù, assieme a bidoni dell’immobdizia. Una fiumana. D’istinto ho ingranato la retromarcia, e piano piano, stantuffando, sono arrivato all’altezza di una salita».
E’ riuscito a far uscire l’Audi dalla via Bonascola, guadagnando in retromarcia metri preziosi su quella salita che porta ad alcune case.
Così si è salvato. E ieri pomeriggio era sul luogo della sua disavventura, a seguire assieme a una piccola folla i lavori delle ruspe impegnate a portare via tutta la terra che ha invaso la carreggiata. Terra e tronchi che sono stati caricati su un camion. Mentre la luce del giorno calava e la gente si chiedeva che notte sarebbe stata.
Cinzia Carpita
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