La manifestazione
«Io lo chiamavo, ma Flaviano non mi rispondeva»
MASSA. Vanessa Bertolucci, 26 anni, ha un maglioncino a collo alto color viola e gli occhi lucidi. Appena le chiediamo di Flaviano Bigliani, suo marito, si commuove. Per capirne il motivo basta...
MASSA. Vanessa Bertolucci, 26 anni, ha un maglioncino a collo alto color viola e gli occhi lucidi. Appena le chiediamo di Flaviano Bigliani, suo marito, si commuove. Per capirne il motivo basta vedere il video girato da un ragazzo e da sua zia con un telefonino (Rajan Bertola e Marina Gentili) che si trova nel nostro sito. «Erano loro, lei l’ho vista uscire», dice il giovane filmaker.
Vanessa e Flaviano sono salvi per miracolo: la loro auto è stata trascinata per metri e metri dall’acqua di un torrente. È ancora scossa quando andiamo a trovarla a casa. «Mio marito - dice - sta riposando e non voglio disturbarlo. Ho creduto di averlo perso per sempre, l'ho cercato come una matta insieme a mio padre per tre ore. Guardavo gli alberi che spuntavano dal letto del torrente e mi facevo coraggio. Speravo fosse riuscito ad aggrapparsi a un ramo, mentalmente mi immaginavo gli sbocchi del Cocombola e speravo che non finisse nei punti più pericolosi. È stato un incubo vissuto al buio».
Perché non vi siete fermati?
«Stavamo tornando da Marina di Carrara dove eravamo andati a trovare dei nostri amici. Del resto la situazione era tranquilla. La mia bimba era con i nonni perciò eravamo sicuri di poter tornare a casa. Pioveva forte, ma anche il viale di Marina lo avevamo percorso con l'acqua che lambiva le portiere. Eravamo quasi arrivati e abbiamo visto il torrente che usciva, non potevamo arrestarci e la fiumana di fango ha ghermito la nostra auto. Mio marito non riusciva a tenere la macchina e ci siamo ribaltati su un lato. A quel punto ognuno di noi ha pensato a uscire, io sono passata dalla portiera, lui non l'ho più visto ma credo abbia preso la via del finestrino. Mi sono aggrappata a un tronco che spuntava e mi sono issata su un argine. Ma non vedevo quasi nulla, tremavo e urlavo il nome di Flaviano».
E lui?
«Lui non mi rispondeva. Ed è qui che mi si è fermato il cuore. Sono tornata sulla strada grazie a una persona che era lì. Volevo prendere il cellulare, ma mi sono ricordata che lo avevo nella borsa nel sedile di dietro. Ero disperata. Sono corsa dai miei e mio padre è venuto con me. Abbiamo girato dappertutto in mezzo al fango, stavo per svenire per lo sforzo che stavo facendo».
Finché...
«Finché non mi hanno chiamato dalla protezione civile, dopo che avevo telefonato al 118 e alle ambulanze. Io sono volontaria e quindi intervengo in queste occasioni, ma trovarmi a essere protagonista di un fatto come questo è stato davvero tremendo. Erano le tre del mattino quando mi hanno detto che lo avevano trovato e che era vivo».
Tanta paura, ma l'emozione di riabbracciarlo quanto è stata forte?
(a Vanessa si inumidiscono gli occhi) «È stata un'emozione incredibile. All'ospedale ci siamo abbracciati come forse non avevamo mai fatto. Il nostro pensiero è andato alla nostra bambina, per fortuna all'ultimo momento non l'abbiamo portata con noi altrimenti..» La ragazza chiede di poter rientrare a casa. «Flaviano sta dormendo, provo a riposarmi un po' anche io, ma quando ci provo mi tornano in mente quelle scene».
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